Sbeffeggiando gli sciovinisti

Moltissimi amici mi hanno riso in faccia quando ho raccontato loro delle minacce da parte dei “maschilisti”.

” Esistono ancora??”

” I maschilisti? HAHAHAHAHHA! Ma perfavore…”

Quando mando i vari link con la prova di clonazione di blog, siti web e pagine restano tutti sbigottiti, soprattutto da post come questo.

Non riescono a comprendere come mai degli uomini utilizzino tecniche così infantili per andare contro un movimento che esiste da anni e anni e che non ha mai fatto del male a nessuno.

Non riescono a capacitarsi come mai danno a me ( perchè colpisce anche me se offendono le blogger di Femminismo a Sud e tutte le femminsite in toto) della nazista o mistificatrice anti-maschio!

Tutti ridacchiano e leggono questi siti e/o queste pagine con gusto, perchè vanno a colpire una categoria di donne che esiste solo nelle fantasie di vecchi filmati anni ’50, quegli stessi filmati che mostravano nelle scuole.

Siamo ai livelli di nasconderci sotto un banco durante una guerra nucleare, come se bastasse per salvarci. Una ridicola misura di protezione, come la vendita di bunker antiatomici, altra inutilissima spesa che andava tanto di moda in quegli anni.

Adesso li riguardiamo ridacchiando e ridendo di tanta ingenuità e ignoranza, siamo tornati a quei tempi, toccando anche il Medioevo: come allora si ritorna a voler bruciare le donne perchè streghe e amanti di Satana.

Manca poco alla comparsa di un post o articoletto riguardo la vicinanza delle femministe alle pratiche di magia nera, magari inserendo il link di qualche blog wiccan. Ve li consiglio io se volete:

http://www.wiccashop.it/negozio/catalog/index.php

ecco qui..potrete trovare diversio materiale da screenshottare e inserire in un vostro post, così vi ritroverete diverse associazioni wiccan contro e altre denunce.

Loro saranno come al solito martiri e tanti continueranno a ridacchiare.

Si infiltrano anche in gruppi e/o pagine anti berlusconiane e tanti si prendono gioco di loro, sconvolti che possano ancora esistere persone simili.

La Storia però insegna a non sottovalutare mai gli stolti, mai e poi mai metterli in un angolo, per quanto l’indifferenza aiuti ( ragion per la quale continuo le mie battaglie evitandoli il più possibile) è essenziale anche condividere ciò che scrivono e diffondono nel web, perchè si sa bene che in Italia il faro si accende su un determinato argomento solo quando qualcun* ci rimette le penne, così è successo per le forze dell’ordine e le carceri e per i gruppi estremisti cattolici ( vedi la Claps).

Qundi dobbiamo solo aspettare che un esaltato seguace di questi personaggi, decida di sparare o di violentare una o più donne, perchè incitare all’odio e alla violenza su un determinato soggetto o categoria sociale, spinge chi ha disturbi psicologici e/o emotivi verso quel punto, verso quel settore.

In quel caso vedrete tanti nomi che sono stati segnalati nel web,su tutti i quotidiani italiani ed esteri, vedrete come la finiranno di istigare i deboli di mente e i repressi verso l’odio e la violenza sulle donne e come la finiranno di definire il maschilismo come causa pro-uomo.

Nessun* odia gli uomini in toto, nessuna femminista odia i maschi, non credo assolutamente che la violenza sugli uomini da parte delle donne sia paragonabile al femminicidio e le denunce , a quanto so, sono partite, così come la diffusione di certi messaggi.

Giusto per precauzione…per quando arriverà il momento.

Posted: August 4th, 2010 under articoli - 4 Comments.

Le cetre

E come potevano noi cantare
Con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

Salvatore Quasimodo

Mai come adesso concordo con questa poesia. E’ tempo di appendere anche noi le nostre cetre, evitando sgomento intellettuale e visioni dall’alto di quello che succede.

Dalle leggi razziste e sessiste fino ad un sottile nazismo che si insinua con ferocia nelle persone: dalla moda di preferire chi è bell*, magr*,giovane e racchiuso nel suo sesso perfettamente ( così come nella sua parodia sociale..), a quella di gongolare per il maggior numero di visite ai propri video stupidi e inutili, alle proprie paginette di facebook intrise di minchiate e frasette sciocche (anche sgrammaticate).

Si innalzano muri di squadroni pronti a definirli “bimbominkia”, ignoranti da eliminare, uguale uguale all’odio che si diffonde verso il femminismo e la cultura comunista e anarchica.

Mi fanno ridere anche quelle pagine con la A cerchiata, piene di bei link ma fuori dal contesto di ciò che quel simbolo proferisce.

Anche il movimento punk torna ad essere una moda, così come volevano che fosse: dal movimento hippy a quello beatnick, l’unico modo per contrastare i “diversi” è quello di globalizzarli.

Così spunta la cresta ma perfettamente scolpita, catene e gioielli ma sempre uniti a un look perfettamente in stile.

Non molti sanno che i jeans stracciati del movimento punk anni ’80 ( definito poi “grunge” da vari magazine rock-modaioli), erano un elogio ai musicisti blues degli anni ’40-’50 che suonavano in pubblico indossando jeans strappati o rattoppati in onore a loro volta degli operai di colore schiavizzati dai bianchi.

Quel movimento partiva dalla classe operaia di un’America povera e ignorante, figli e figlie di falegnami, camionisti, operai, spesso violenti, misogini e ottusi.

Da queste storie nasce anche il movimento RIOT GRRRL, movimento punk femminista noto solo a poch* ma reso in parte famoso dalla vita mondana e modaiola di Courtney Love, inglobata perfettamente nello star system Repubblicano Americano.

E così per non divagare troppo, finiamo col sentire storie di bambini autistici maltrattati e lasciati soli da assistenti sociali stanchi, famiglie intere sgretolate da leggi e politiche maschiliste, pornografia a tutto spiano e sempre più perfetta che incita così allo stupro e alla violenza.

Quindi ribadisco che è il momento di appendere le vostre cetre al muro, agendo nel concreto, senza farci le scarpe a vicenda.

Posted: August 3rd, 2010 under articoli - No Comments.

Le contesse decadute

Valentina, amica di Giulietta e parodia della signora borghese nel film "Giulietta degli spiriti" di Federico Fellini

Valentina, amica di Giulietta e parodia della signora borghese nel film "Giulietta degli spiriti" di Federico Fellini

Chiacchierando con una vecchia femminista ( lei ama definirsi una femminista vintage), è uscita fuori una simpatica storia vissuta da entrambe.

Non parlo di minacce, problemi alle manifestazioni e desiderio di impiantare ovuli nel corpo di uomini miseri e repressi..no. Si tratta di quelle donne della (ex) alta borghesia partenopea, decadute ma ancora in piedi e dei loro modi svariati per passare il tempo.

Va di moda tra le signore altolocate della sinistra chic e perbene una specie di riunione collettiva fatta con un/una piscologo/a.

Versano una quota per ritrovarsi in qualche casa privata (preferibilmente in campagna, nel verde e bella grande), scrivendo su di un diario i propri pensieri. Alla fine di ogni pagina e/o capitolo, le signore dovranno dire ad alta voce una ad una ciò che hanno scritto, dibattendo e discutendone insieme. Intanto lo/la psicologo/a dirà la sua al riguardo, snocciolando consigli e massime filosofiche spesso vicine alle filosofie Orientali.

Va di moda anche lo yoga e la meditazione ma fatto solo sempre per i propri problemi personali, per ritrovare se stesse  nel Cosmo e nell’Universo. La maggior parte delle volte si ritrovaronno solo le tasche più leggere: tra corsi, ritrovi e viaggi improbabili in luoghi ameni, versano bei soldoni a privati che nel frattempo, mentre annunciano il valore della semplicità e della libertà, intascano soldi per campare e mantenersi, facendo il minimo sforzo, con un lavoro campato in aria.

Massimo rispetto a chi svolge questo tipo di lavoro, ovviamente. Ma a dire il vero ne ho sentite troppe e ne ho viste anche troppe al riguardo.

Inoltre tentano anche di inebetire le “contesse” facendole sentire parte di un gruppo, elevandole spiritualmente ma solo superficialmente. Ed è così che le donne beate chiamano a catena tutte le loro conoscenze femminili, ripescando numeri anche dal passato, per coinvolgere quante più donne in questo turbinio di autocoscienza.

Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma quando la famosa vecchia ..ehm..vintage femminista ricevette questa telefonata, era intenta a cominciare un bel libro bevendo del tè freddo, ascoltò le parole emozionate della sua amcia ( che detesta da anni) e rispose solo così ” Mi dispiace tesoro ma preferisco guardare il gatto che scava nella lettiera piuttosto che scrivere su di un foglio cosa penso per poi dirlo a una rosa di cariatidi avvizzite e annoiate”.

Da precisare che le suddette signore discutono e dibattono delle loro anime, ignorando completamente noi giovani donne sull’orlo di una crisi di disoccupazione e violenza.

Posted: August 2nd, 2010 under articoli - No Comments.

La rivoluzione nelle piazze ( virtuali..)

La rivoluzione e le manifestazioni non si fanno in piazze virtuali. Si scende di casa e si protesta.

E’ assolutamente inutile protestare online sui vari social network o nei forum nella speranza che tutto cambi.

Ma è anche vero che è possibile denunciare minacce e abusi virtuali nella vita reale diffondendo verbalmente non soltanto l’ultima notizia del riciclo dell’olio fritto ma della comparsa di gruppi e pagine fasciste, razziste, omofobiche e sessiste, clonate e spacciate per pagine democratiche o di tutt’altra natura.

A quel punto però è essenziale partecipare anche nella vita reale a manifestazioni, eventi, perchè è facile provare sdegno dal balcone di casa mentre Nerone brucia la città, intanto noi cerchiamo di salvare il salvabile e di spegnere l’incendio e voi invece cosa state facendo?

Conoscete il cyberstalking?

Siete a conoscenza delle minacce e della violenza di persone anche sotto processo verso terzi?

Sapete che i latitanti aprono profili finti o reali incitando all’amore della Camorra?

Siete consapevol* del fatto che moltissime persone accusate di stupro e/o violenza su minori, donne e uomini aprono pagine sotto falso profilo per autodifendersi e per inveire contro la vittima?

Vi rente conto che facebook non è assolutamente controllato da persone capaci ma che è solo un cumulo di pubblicità che protegge e difende chi è popolare nel network?

Non avete fatto caso al dilagante piacere neanche nascosto di chi apre pagine e gruppi anche insulsi quando vede 1000 e più iscritti?

Anche youtube è diventato un mercato di pollici alzati, più contatti, più persone iscritte, maggiore sarà la soddisfazione personale.

Una robaccia che esiste da tempo.

Credo sia anche un po’ facile demolire completamente l’idea del social network ( per quanto mi faccia realmente cagare..), ognuno ha il diritto di scegliere e di poter anche navigare in rete facendo quello che vuole, stando bene attent* a non lasciarsi coinvolgere ed usare da chi utilizza questi mezzi per incitare alla violenza e alla propria repressione mentale e/o sessuale.

Posted: August 2nd, 2010 under articoli - No Comments.

Pioggia assassina

I negozi della pronvicia campana si allagano, tutti a ramazzare sporcizia e fango provenienti da terre sradicate per far posto ai condomìni della Camorra che gongola ma che al contempo ramazza i suoi bar illegali e le sua attività fasulle, le loro belle coperture.
Tutti spazzano ammutoliti ormai e stanchi di dover utilizzare protezioni inutili, la notte prima di un temporale qui stanno tutti in allerta, tutti dormono male, almeno chi lavora in attività commerciali fronte strada.
Nel frattempo a moltissimi sorge sempre il dubbio atroce che qualcuno possa essere morto: bloccati in un tunnel, crollati in una frana improvvisa o schiacciati da una parete distrutta a causa di fondamenta molli come pane spugnato.
Ed ecco che di primo mattino leggiamo la notizia che ad Afragola perdono la vita due giovani e una signora anziana, nel sonno. Come i due famosi amanti pompeani bruciati vivi da un’ondata di lava bollente, ritrovati abbracciati nel loro letto, così queste due povere anime sono state schiacciate sotto il peso di una parete vecchia e da ricostruire.
E’ inutile prendersela con loro, inutile additare l’ignoranza di chi viveva lì dentro. E’ come prendersela con gli abruzzesi così legati alle loro case fatiscente e costruite sempre dalla mano della Camorra.
Cosa puo’ fare una famiglia che costringe la propria bambina ( rimasta illesa per fortuna) ad occuparsi della nonna anziana e diabetica, definendola ingamba e matura?
Una bambina che viene cresciuta da un’anziana come succede in tantissime famiglie, costretta a diventare grande prima del previsto e a sopportare anche questa ingiustizia, vivere in una casa pericolante.
La cosa ancor più grave è che ogni anno ne succede una. Tutti si rammaricano, tirano fuori la lacrimuccia ma nessuno fa nulla.
Mentre la giornalista fa domande del tipo ” Come avete ritrovato i corpi?”, utilissime per il popolino italiano che desidera commuoversi per le disgrazie altrui e sentirsi felice di non essere fra le macerie, le persone salutano amici e parenti guardando l’occhio vigile della telecamera e altri sorridono un po’ emozionati perchè finiranno in TV.
E’ questa la provincia, mettetevelo bene in testa.
Inutile additare e giudicare è così che si campa, così sopravvivono e non hanno i mezzi nè tantomeno le capacità celebrali per ribellarsi o per rivoluzionare tutto, perchè sono assaliti dalla povertà, dalla miseria, dalla violenza e dal braccio duro della Camorra che li controlla uno ad uno, dà “lavoro” ad almeno uno dei loro familiari, schiavizzando così intere famiglie.
E’ facile mentre bevete o mangiate definire quei luoghi come dei buchi neri, come delle eccezioni.
Non sono eccezioni! Sono migliaia e migliaia di persone, perbene e non, oneste o “malamenti” che sopravvivono giorno dopo giorno,dopo giorno.
La Lega osa anche definirci inferiori e trogloditi per questo, se la prende con la Mafia del Sud e tutta la provincia del Nord che annuisce mentre anche questa si sgretola fra violenze in famiglia, omicidi e suicidi di donne depresse e rinchiuse nel silenzio, oppure anche loro sopravvivendo nella provincia milanese dove non si muore per un temporale ma di stenti e di fatica.
Allora osservo l’ Italia tutta e mi fa schifo.
Concordo col pensiero espresso da una signora stamane ” Chissà perchè non muore mai un ricco, e ancora vanno in Chiesa sperando il miracolo del Padreterno..”.

Posted: July 31st, 2010 under articoli - 1 Comment.

Straziami ma di baci saziami

Mi capita ultimamente di ascoltare storie di puro masochismo amoroso.

Diverse amiche e conoscenti si impelagano in morbosi rapporti amorosi con uomini confusi, arrabbiati, cupi, carichi di problemi e pensieri negativi..the dark side of the Moon in pratica.

E loro si struggono per questi personaggi oscuri, piangono, si barcamenano tra una litigata e un pianto, tra una risata e un’incomprensione.

Strazianti rapporti intrisi di lacrime spese per motivi futili e la paura costante di perdere il proprio uomo cupo, di perdere quel misterioso e problematico personaggio che dentro ha in sè una splendida persona, un barlume di luce pura.

Certo.

Ci siamo cascate tutte, non c’è problema. C’è chi la chiama sindorme da crocerossina, chi invece parla di masochismo, alcune danno la colpa alla figura paterna ( cosa non sempre vera ), altre invece affondano le radici dei loro amori ossessivi masochisti nell’insicurezza personale e via discorrendo.

C’è chi incappa nell’uomo cupo da salvare, proteggere e curare, capita a tutte eh. Ma molte insistono proprio in questo mare agitato; con le loro barchette vagano tra la bufera e la tempesta sperando di sopravvivere.

E’ il piacere nascosto della sfida, della complessità, perchè molte non hanno voglia di una relazione rilassante, serena, tranquilla, la troverebbero noiosa, per quanto dicano di volere proprio questo.

E’ forse anche la stupida convinzione di non meritare una persona che le ami, di dover ricercare l’affetto in chi non sa darlo, perchè forse solo uomini così profondi e problematici potrebbero capire il loro male interiore. Mah..non so bene la causa di questo masochismo.

Capita anche a me per carità! Però io ho detto BASTA ai rapporti di aiuto e sostegno mentale e psicologico, almeno mi pagassero ad ora come sfogo, se non altro quando la relazione finisce mi ritroverei un bel gruzzoletto!

Però devo essere onesta a me certe storie e certe situazioni mi fanno salire un po’ il voltastomaco..litigi che manco le sorelle Bronte si sarebbero sognate, lacrime e strazianti abbracci post litigio assurdo li trovo eccessivi, pomposi e decisamente fuori luogo.

Un conto è passarci da adolescenti, quando nn sai neanche chi minchia sei e perchè fai determinate cose e ci sta tutto.

Ma passati i 20′anni ridursi ancora in pezzi, buttando via chili e chili di energia che potrebbe essere spesa per se stesse regalati così gratuitamente a chi bene o male nel malessere ci sguazza, si diverte anche a torturare psicologicamente l’amata, a soffocarla con i suoi problemi e disagi interiori.

Ecco a uomini così vorrei rivolgermi: non cominciate una relazione con nessuna, non trascinate una ragazza o donna intelligente, piena di vita ed energia in situazioni melmose e tristi se sapete che non potrete tirarle fuori, non cominciate proprio un discorso “a due”, se avete tutto questo male di vivere, se i problemi vi soffocano, allora statevene in disparte, se volete una relazione stabile o se vi innamorate seriamente di qualcuna, non massacratela con i vostri dubbi, paranoie, follie, incupimenti, perchè la pazienza ha un limite, la capacità di sopportazione arriva fino ad un certo livello e voi finirete inesorabilmente con ” una mano avanti ed una dietro”, soli di nuovo ma più vuoti e soli di prima perchè adesso non c’è più l’infermierina pronta a sfogare i vostri crucci e malesseri, la vostra routine di cura quotidiana e di vomito, si spezzerà e starete solo peggio.

E ragazze/donne fatemi un favore, smettetela di intricarvi in queste storie per poi incuprivi e stare male ad ogni santa relazione, puo’ succedere qualche volta di incappare nello scassapalle di turno, ma se siete abituè di tali personaggi…allroa anche voi amiche…chiudetevi in questo blob senza pretendere che gli altri possano capirvi e sostenervi quando starete male.

Non c’è sensazione migliore della serenità e del senso di libertà, la leggerezza di poter costruire un percorso in due senza dover rinunciare alla pace e alla tranquillità, stare con qualcuno perchè ci fa stare bene e perchè un litigio sorge per un motivo serio o perchè si è stressati e dopo si fa la pace ma senza abbracci strazianti e lacrime da romanzetto rosa.

La passione si trova anche e soprattutto in un bel rapporto sano, vivo, gustoso…storie del genere possono soddisfare la propria voglia di romanticismo datato fino a un certo punto, dopo diventa solo un triste e patetico trascinarsi nella noia.

Vi prego…meglio sole che cupamente accompagnate.

Posted: July 30th, 2010 under articoli - No Comments.

I gargarismi della Giorgia

No vabè.

Vi giuro io non voglio essere sempre incazzosa…mi dispiace anche esserlo certe volte, vorrei poter avere una lucida critica costruttiva.

Ma quando 50 cretine al mese bevono un “colluttorio vaginale” rischiando un’intossicazione…cosa dovrei pensare?!

No sul serio, ditemelo voi.

Me la devo prendere con la casa produttrice? Con lo spot? A me lo spot già fece ridere perchè è assurdo e ridicolo, nessuna amica fa tardi per delle irritazioni vaginali, che sia chiaro a quei 4 pirla che hanno avuto la geniale idea di scriverne il plot. Concordo in tutto e per tutto con la Littizzetto: BASTA!!!

La rabbia mi sale anche e soprattutto perchè ci sono tantissime donne convinte che un farmaco da banco si possa prendere come si vuole, senza informarsi mai BENE su cosa stanno per ingurgitare.

Spopolò un inverno fa un fantastico prodotto per alleviare le sofferenze delle gmbe gonfie, promettendo una riduzione delle vene varicose.

Mia madre rabbrividì, perchè mi spiegò che questi prodotti possono causare trombosi e tral’altro hanno un effetto solo immediato. Vene varicose e possibili gonfiori da stanchezza, vanno curati andando dritte dal proprio medico e facendo esercizi fisici mirati.

Le donne ahimè non hanno più tanto tempo da dedicare a se stesse, o lavorano come matte facendo anche da cameriera e cuoca, oppure corrono a destra e a manca dividendosi fra casa e famiglia. Le studentesse invece si barcamenano tra corsi, lavoretti, vita sociale…insomma, c’è un bel da fare e questo comporta sia staticità che stress ed esaurimento delle energie.

Quindi le donne impigrite e/o distrutte da ritmi folli e da una sana dose di  monotonìa, prendono qualunque rimedio possibile come scrissi tempo fa , autocurandosi per mali che non esistono.

Se la tv ti dice che la cellulite è una malattia, è indubbio che molte allocche ci cascheranno e faranno di tutto per comprare prodotti anche costosi ( minimo euro 44,50 a boccetta o flacone!!!) per eliminare questo male.

Invece la prevenzione per mali REALI come il cancro al seno, viene lasciato alla deriva, la prevenzione ginecologica è una chimera.

Molte preferiscono le fattucchiere televisive ad un parere medico, vista anche ahimè la dilagante e preoccupante ignoranza di molt* ginecologhe/i.

Non avete idea di quante donne acquistino oltre alle fantomatiche pillole dimagranti anche integratori vitaminici: va di moda tantissimo imbottirsi di vitamine, come mucche da macello. Non sanno però queste simpatiche fissate che in realtà tali prodotti costituiscono solo una costosissima pipì…non serve a niente, troppe vitamine non servono e vengono immediatamente rigettate nello sciacquone.

Una volta le signore usavano cospargersi di creme e cremine profumate e idratanti, tutte belle impomatate, mummificate da prodotti miracolosi antietà, adesso bevono, ingurgitano, mangiano..mandano giù di tutto pur di diventare bonissime e con il minimo sforzo.

La crema che agisce mentre dormi poi…è meravigliosa. Immagino queste donne che si spalmano di crema prima di andare a letto, convinte che mentre dormono la cellulite sparisca nel corso di 2-3 incubi. Tutte scivolose e appiccicose, incrociando le dita affinchè questo male sia eliminato.

Oppure la maledetta pancia e la nota stitichezza, yogurt di tutti i tipi, pilloline, bevande, di tutto! Ma proprio di tutto!

E loro mandano giù .

Mangerebbero anche compresse di sterco di gnu se questo fosse ben sponsorizzato da qualche pubblcità idiota. Visto che hanno fatto credere alle donne che ingerendo un colluttorio questo possa arrivare alla vagina ( immaginate se avessero pensato che col colluttorio avrebbero dovuto farci i gargarismi vaginali? Chine sul bidet a stringere la vagina e shakerandosi come un martini) potranno rifiliarci anche questo non vi pare?

Io la farei così…

Una savana…Africa…pieno deserto rosso, un tramonto mozzafiato. Tre ragazze nel mezzo del nulla che liberamente corrono in gip ( guidata dalla più mascolina delle tre ovviamente) con tutta la sabbia che annebbia la ripresa, una bella luce intensa e loro tre magre, sorridenti, vestite come tre tipiche turiste da spot : lino a go go e cappelli di paglia.

Si fermano e vedono di fronte a loro una specie di fotocopia di un Masai ( ma vabè tanto gli italiani sono ignoranti..che frega a loro, è nero e tanto basta per evocare l’Africa) con uno gnu gigante accanto.

Una delle tre scende e sussurra alle tre ” Hey ragazze…ho un mal di pancia…cosa facciamo? ” le altre due con sorrisetto malizioso vanno incontro al Masai camminando come modelle. Il Masai sorride malizioso e dà loro una pillola di sterco di gnu.

L’amica lo prende come se stesse facendo una fellatio, sotto il sole cocente, il sudore che le ricade copioso sulla fronte per poi concludersi con un soddisfatto ” Adesso sto meglio!”.

Una voce maliarda e sensuale di donna dirà ” Stercum Rosa, il migliore amico delle donne”.

Fine.

Lo volete comprare? Secondo me 50 donne al mese adesso staranno chiedendo al farmacista diabolico ” Vorrei uno Stercum Rosa! Confezione di prova”- ” Sì signora..55,59 euro”.

Posted: July 29th, 2010 under articoli - No Comments.

“La réaction masculiniste et les violences contre les femmes”

Segnalato da C.P. di Maschile Plurale:

L’articolo originale in francese (“La réaction masculiniste et les violences contre les femmes”) è leggibile qui: http://www.topicsandroses.com/spip.php?article465
Ringrazio di cuore Olimpia de Gouges per la traduzione a tempo da record! :)

(nota: alcune parti molto specifiche sulla situazione canadese sono state tralasciate nella traduzione, gli/le interessate/i possono fare riferimento all’originale)
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La reazione mascolinista e la violenza contro le donne
di Martin Dufresne

In questa conferenza, svoltasi davanti al Consiglio federale della Federazione interprofessionale della sanità del Quebec il 6 dicembre 2007, all’occasione della commemorazione del tristemente celebre “massacro del Politecnico” (compiuto da un pazzo assassino che voleva dimostrare il suo odio nei confronti del femminismo), l’autore dimostra come il mascolinismo, il quale si fonda sul malessere identitario che sarebbe generato negli uomini dalle rivendicazioni di parità tra uomini e donne e dei diritti delle donne, sia un discorso di destra: un integralismo che bisogna analizzare politicamente e globalmente, e non come una resistenza psicologica e personale. Inoltre, in quest’occasione, l’autore analizza diverse manifestazioni della resistenza antifemminista nell’ambito della sanità.
Voglio innanzitutto ringraziarvi per l’immenso onore che fate a un semplice militante come me nell’invitarmi qui. La FIQ è un sindacato modello in Quebec per ciò che riguarda la sua pratica rispettosa dello spazio delle donne e allo stesso modo solidale circa le rivendicazioni pertinenti.
Quando gli antifemministi hanno cercato di far “cadere” il Consiglio dello statuto della donna, tre anni fa, l’Intersindacale delle donne lanciò una petizione, e noi, del Collettivo maschile contro il sessismo – con qualche alleato in Quebec –, una petizione per affermare che il movimento mascolinista non parlava in nome degli uomini, non in nostro nome. Siete stati più di quattrocento uomini della FIIQ a firmare questa petizione e ci tengo a ringraziarvi calorosamente per l’appoggio. Questo fece la differenza e forzò il governo Charest a fare un passo indietro, come fa sempre quando gli si tiene testa con abbastanza forza. Gli uomini della FIIQ hanno avuto l’intelligenza di fidarsi della leadership delle donne, come l’hanno fatto altri sindacati in altre centrali. Voi siete, a questo titolo, un modello per il sindacalismo quebecchese e una forza per bloccare la deriva verso la Destra.
Presentazione del collettivo maschile contro il sessismo
Noi abbiamo innanzitutto tentato di sensibilizzare altri uomini sul ruolo giocato dalla pornografia nelle dinamiche di stupro. Abbiamo incontrato uomini che sapevano molto bene quello che facevano, degli uomini che si organizzavano con altri uomini per una politica antifemminista portata avanti in nome della “condizione maschile” – non tutti gli uomini, assolutamente, ma abbastanza uomini da nuocere gravemente alla parità tra i sessi, soprattutto grazie all’aiuto dei mass media. Degli uomini organizzati in reti a scala internazionale, che lavorano allo scopo di invalidare e bloccare i progressi delle donne e, soprattutto, per proteggere i privilegi degli uomini i più egoisti e violenti, certamente i meno meritevoli. Questi uomini lavorano per rinforzare e accrescere alcuni privilegi maschili abusivi. Per esempio, reclamano l’immunità per la violenza maschile all’interno della famiglia, per i pedofili soprattutto, e il “diritto” di tagliare i viveri alle donne e ai bambini dopo un divorzio. I loro gruppi reclutano adepti anche in prigione, e se ne vantano; noi l’abbiamo costatato assistendo – a rischio della nostra vita – alle loro riunioni, dove uomini si vantavano di aver stuprato la loro moglie perché affermavano di averne il diritto, nello spazio privato della loro dimora. I media parlano poco di questa natura iperaggressiva del movimento. A credere ai messaggi che ci indirizza la televisione, questi uomini sarebbero semplicemente “destabilizzati”: vivrebbero un “malessere” e sarebbero spinti all’angoscia e al suicidio dalla richiesta di un po’ più di equità tra uomini e donne. A credergli – e voi riconoscerete certamente in questo lo stesso discorso dei tenori della Destra –, sarebbe arrivato il tempo di invertire il corso e di opporre al femminismo un valore che si pretende simmetrico, la “parola degli uomini”, il “mascolinismo”. Ma, strano paradosso: i mascolinisti, che pretendono di parlare nel nome di tutti gli uomini, rappresentano soprattutto dei criminali…! Ammettiamo che non si tratta certo del ritratto il più lusinghiero degli uomini… e, contrariamente a ciò che spesso si spaccia, a proposito delle femministe che odierebbero gli uomini, queste associazioni di stupratori e picchiatori non vengono certo dal femminismo, ma dai loro oppositori. Bizzarro…
Per coloro i quali, tra voi, che sono genitori o che hanno intenzione di diventarlo, cercano di agitarvi insinuando che i vostri figli lasceranno la scuola o, quanto meno, avranno performance basse; e questo a causa delle donne, dominanti nel mestiere dell’insegnamento, e favorite da questo clima femminile nello studio e nel rendimento scolastico.
Ma se sono le donne a ritrovarsi insegnanti alle primarie e alle secondarie – come d’altra parte negli impieghi che implicano le cure degli altri – non è forse perché questi posti sono ancora sottopagati e che gli uomini sono abituati ad interessarsene molto meno, a trascurare questi “lavori da donne”? Questa è un’altra buona ragione per lottare – come voi lo fate – per una reale uguaglianza salariale, piuttosto che lasciare che gli antifemministi tolgano degli impieghi a delle insegnanti qualificate e calorose – delle eroine della vita quotidiana, che si spendono tutti i giorni generosamente per evitare che ragazzini e ragazzine lascino la scuola – e pagare di più degli uomini con idee maschiliste per convincerli ad insegnare alle primarie e alle secondarie.
D’altra parte, mi sembra che i vostri posti di lavoro siano minacciati da un discorso reazionario simile, a proposito della rete di cura della salute mentale. I mascolinisti pretendono che gli uomini non riescono a trovare aiuto oggi, sotto il pretesto che un vero uomo sarebbe incapace di parlare dei propri problemi ad una semplice donna – una notizia certamente sorprendente per tutte le donne che aiutano, incoraggiano, sostengono i loro compagni o mariti da anni…
Comprendiamo come, sotto l’involucro umanista e liberale, il mascolinismo è effettivamente un integralismo – un fondamentalismo come quello denunciato a proposito dei gruppi religiosi che vogliono riservare a un sesso piuttosto che all’altro i rapporti professionali con i loro adepti. A credergli, solo un uomo potrebbe rispondere ai bisogni di un uomo. Questi uomini reclamano, in quanto gruppo di pressione, degli accomodamenti irragionevoli contrari alle libertà fondamentali delle lavoratrici. Risultato: alcuni e alcune tra di voi, che siete realmente qualificati, rischiate di perdere il vostro lavoro a profitto di presunti specialisti della “condizione maschile”, per i quali bisognerà liberare dei posti, i vostri, quelli che vi siete meritati con la vostra reale esperienza e le vostre lotte sindacali nella rete sanitaria.
Questo movimento funziona così come alibi della strategia della privatizzazione della sanità, poiché il travaglio di ascolto e sostegno, oggi svolto da donne impiegate, rischia di essere rinviato ai privati: questo si farà in cliniche private, dove il medico ritroverà la sua posizione tradizionale di re e maestro, allora che il suo personale si ritroverà con un salario minimo e nell’impossibilità di negoziare le sue condizioni di lavoro. Un sistema privato. Private di diritti, di denaro e, sempre più, private d’aiuto contro la violenza domestica, poiché – voi lo sapete meglio di me – la rete sanitaria è, per donne isolate e terrorizzate, uno sportello d’accesso necessario alle risorse che possono salvare loro la vita.
Se gli antifemministi devono oggi giocare la carta della psicologia, è perché altri ostacoli, più concreti, si sono posti: alcuni ambiti hanno finalmente ceduto di fronte alle lotte delle donne. Accesso al lavoro salariato, al voto, alla contraccezione, all’educazione superiore, alle professioni liberali, ad un reddito garantito (anche se relativo), alla giustizia e ad un riconoscimento professionale per il lavoro d’educazione e di cura.
L’antifemminismo inizia a quest’epoca, come movimento di reazione a questi avanzamenti. Una resistenza prima passiva – poi attiva e violenta come quella di cui commemoriamo oggi il ricordo, rilevando come siano 850 – 665 donne e 185 minori – e non solamente 14, i decessi che bisogna imputare alla violenza sessista a partire dal 6 dicembre 1989 [N.d.R., il Quebec è una provincia canadese francofona autonoma che conta meno di 8 milioni di abitanti].
Per comprendere e disinnescare questa resistenza, credo che sia utile evitare di vederla come unicamente psicologica o personale – messaggio martellato dai media ad ogni nuovo omicidio. Quello che vi sto proponendo, è che non sia veramente a causa dello stress o di qualsiasi altra incomprensione, o di una cattiva educazione – ancora colpa delle madri – ma di uomini che resistono e si sono organizzati politicamente.
Come i padroni nel mondo del lavoro, il ricorso alla violenza – qui compresa la violenza verbale del discorso antifemminista – si spiega molto meglio – il film Nel nome del padre lo dimostra chiaramente – attraverso la volontà di non voler dividere il potere e il denaro, di non lasciarsi imporre nulla, di non voler negoziare insieme e rispettosamente il lavoro domestico – compresi i rapporti sessuali -, ecco che gli uomini riconoscono loro stessi nei gruppi dove si riuniscono per opporsi aggressivamente ai diritti delle donne. A cominciare dal diritto agli alimenti per i bambini.
Questo si è dimostrato particolarmente evidente quando abbiamo assistito alle riunioni di gruppi come Fathers for justice o il Mouvement pour le respect et la dignité o L’Après-Rupture. Queste organizzazioni reclutano i loro membri nelle prigioni, ma anche attraverso i media e gli organismi comunitari. Insieme, si scambiano avvocati, tattiche, appoggi, statistiche e pseudo teorie menzognere – come la “sindrome del falso ricordo” o la “sindrome d’alienazione genitoriale” – che servono loro a discreditare in tribunale e nei media coloro che denunciano incesti o, semplicemente, le madri che chiedono l’affido.
I leaders di questi gruppi preconizzano una politica d’intolleranza e di rifiuto per il congiunto aggressore da qualsiasi riconoscimento dei propri torti. Ossessionati da una guerra dei sessi – una nozione che hanno inventato loro ma che attribuiscono al femminismo – gli antifemministi cercano dei soldati da inviare al fronte. Arrivano fino ad inserire nei loro siti web delle immagini pornografiche di donne presentate come minacciose, che “utilizzano i loro corpi per controllarci”. Questi discorsi deliranti sono dannosi, per gli uomini stessi. Ne abbiamo visti suicidarsi perché mal consigliati da avvocati improvvisati, nella più completa illegalità, per i quali nessun accomodamento è mai ragionevole, di fronte alla “nemica”… addirittura nemmeno firmare un riconoscimento delle botte inflitte alla moglie. Degli uomini sono stati così spinti al suicidio da attese chimeriche, dal sentimento irreale di essere dalla parte della ragione che è stato loro inculcato da microgruppi mascolinisti.
Ma gli antifemministi recuperano anche i suicidi maschili. Sfruttano grossolanamente la condizione di uomini marginalizzati – giovani gay con problemi, autoctoni, giocatori compulsivi, uomini sofferenti di malattie mentali o croniche, anziani – per reclamare ancora più privilegi per i maschi alfa dominanti: gli adulti etero non immigrati, il cui unico problema è una pensione alimentare che rifiutano di versare ai loro figli o dei diritti coniugali che rifiutano di condividere.
Uno dei problemi peggiori, è che anche se questi gruppi non riuniscono che una manciata di paranoici, sempre più giornalisti, giudici, politici li riconoscono: la cantilena sulla mancanza affettiva che propagano nei media fornisce un alibi comodo al sistema, che si dà da fare anche lui – più discretamente ma anche più efficacemente – a bloccare i progressi delle donne verso una maggiore giustizia.
In effetti gli antifemministi guidano e definiscono le politiche dei partiti conservatori e di destra. La nozione di una discriminazione che subirebbero gli uomini nel momento in cui si appoggia una donna – stuprata dal compagno, per esempio – viene ad aggiungersi al mito di una parità che è andata già troppo oltre, messaggio ripetuto senza sosta dai media per scoraggiare le donne e soprattutto le ragazze da ogni lotta per i loro diritti.
Possiamo anche domandarci come gli uomini ordinari “ricevano” la propaganda mascolinista, la quale tenta di convincerli che sono vittime dei privilegi accordati ingiustamente alle donne. Noi sappiamo, grazie al messaggio di odio che ha lasciato, che è proprio per l’aver sposato quest’ideologia che un antifemminista armato è andato all’università di Montreal e ha ucciso 14 donne, il 6 dicembre 1989. In seguito, altri antifemministi hanno moltiplicato le minacce e le aggressioni, senza essere realmente sanzionati. Il massacro del politecnico potrebbe riprodursi domani. La femminista americana Andrea Dworkin pone la questione della responsabilità collettiva, di ciò che possiamo fare, in Controllo e violenza sessista, un libro appassionante che ho tradotto quest’estate e di cui vi ho portato una ventina di esemplari.
Si presenta spesso il maschilismo come una reazione giustificata al femminismo… lo sapete da dove nasce questa propaganda d’odio indirizzata agli uomini? La scrittrice americana Barbara Ehrenreich ha scoperto che è nelle riviste per soli uomini – Playboy, Penthouse e Hustler – che questo discorso emerse a partire dal 1957, quindi PRIMA del movimento femminista attuale. Ehrenreich scrive, in The Hearts of Men (1987) che, ogni mese, dei cronisti mascolinisti invitavano gli uomini a ritrovare la loro vita da “playboy”, a pagarsi una Mustang o una Porsche piuttosto che una familiare, e a pagarsi un buon avvocato per far saltare gli obblighi di mantenimento o per far saltare un’accusa d’incesto. Nel suo sostegno esplicito agli aggressori sessuali, il magazine Hustler di Larry Flint ha addirittura pubblicato una lista di indirizzi di tutti i rifugi antiviolenza degli Stati Uniti. Pensateci la prossima volta in cui vi si dirà che la pornografia è inoffensiva… […]
Ci sono uomini pronti a tener testa, insieme alle donne, all’antifemminismo? Sì, e ne avete dato la prova quando il vostro appoggio ha salvato il Consiglio dello statuto della donna qualche anno fa. […] Merci. Martin Dufresne.
Annessi. Qualche esempio nella rete sanitaria
Ecco qualche esempio di dossier dove possiamo osservare chiaramente gli effetti dell’antifemminismo nella rete sanitaria.
• La lotta contro l‘accesso all’interruzione di gravidanza. 19 anni fa, un picchiatore di donne di Montreal, Jean-Guy tremblay, trascinò in giustizia Chantale Daigle per imporle di portare a termine la gravidanza quando lei aveva deciso di abortire. Quello che poche persone notarono all’epoca, è che le spese processuali furono pagate dalle lobby antiabortiste. I Chevalier de Colomb (gruppo antiabortista) aveva dodici anni prima finanziato un altro ricorso giudiziario – il tentativo di censura di una pièce teatrale femminista che fu ritirata dai cartelloni per due settimane nel 1977. Con questo voglio dire che la lobby antifemminista non si limita a qualche strampalato; è ben finanziata e non possiamo esimerci dal combatterla. Ancora oggi sei ospedali canadesi su sette rifiutano di offrire servizi di contraccezione e aborto. Un’inchiesta della Coalizione per il diritto all’aborto segnala che questi ospedali portano spesso le richiedenti su false piste, dandogli informazioni errate o mandandole da gruppi antiabortisti. Il diritto all’aborto quindi, in Canada, non è fruibile che in qualche ospedale e cliniche autonome, costantemente molestate da militanti antifemministi organizzati, e che queste trovano sempre più difficoltà a reclutare nuovi medici, poiché le procedure d’aborto sono boicottate dalla maggior parte delle nostre facoltà di medicina, nelle nostre università cattoliche.
• Si continua a combattere la presenza delle donne nella medicina in nome dello stereotipo virile del medico. Qualche anno fa, il rettore della facoltà di Medicina dell’Università di Montreal, si lamentò pubblicamente del “numero troppo elevato” di studentesse selezionate. Sentiamo dire regolarmente che le donne sono dei medici meno buoni, tenuto conto delle loro responsabilità familiari. Un modo indiretto di riconoscere che i mariti sono ancora lontani dal fare la loro arte a casa, nonostante il mito della “parità spinta troppo oltre”. Si accusano addirittura di essere troppo sensibili ai bisogni dei loro pazienti […].
• Una delle tattiche antifemministe, a destra come a sinistra d’altra parte, è quella di contestare alle donne il diritto di associazione, il diritto a spazi non misti, la possibilità di esprimersi, discutere, scambiare informazioni e prendere decisioni fuori dal controllo degli uomini. Questo è un problema che emerge, tra l’altro, quando una vittima di violenza coniugale arriva in sala d’urgenza con suo marito e che questo insiste per ascoltare tutto quello che lei dice o addirittura per parlare al suo posto. […].
• A questo proposito, è significativo come tutto il discorso “sostegno ai padri e ai coniugi violenti” sia stato messo in piedi dai primi ideologi dell’antifemminismo in Quebec, raggruppati attorno alla rivista Hom-Info durante gli anni ’80. La loro lotta inizia, all’epoca contro ogni tipo di sanzione giuridica per i padri e i coniugi aggressori, e prosegue ancora oggi tra gli antifemministi. Questo si fa, tra le altre cose, appoggiandosi alle “false accuse”. I gruppuscoli mascolinisti e in particolare uno di loro, installato all’Istituto di Statistica del Quebec, diffondono nei tribunali delle statistiche erronee, dove si fanno passare tutti i dossier che si chiudono senza un condanna per un caso di accusa menzognera, un procedimento di rara grossolanità.
• Queste tecniche, per discolpare gli aggressori sessuali, si mettono in atto anche attraverso delle cosiddette “terapie per coniugi violenti”, sostituitesi alla giustizia un po’ ovunque, improvvisate da mascolinisti in Nord America da 25 anni. Tuttavia, i numerosi studi obiettivi che sono seguiti dimostrano l’inefficacità di questi programmi, tra le altre cose, a causa dell’assenza di patologie comuni tra gli uomini che picchiano le mogli. La lista di donne e bambini uccisi dagli uomini in Quebec dimostra che gli aggressori continuano a beneficiare di un’enorme tolleranza, un lassismo assassino per le vittime. Questa tolleranza emerge dall’antifemminismo di certi “terapeuti” ben impiantati nella rete sanitaria. Conoscete senza dubbio, come me, delle storie orribili a questo proposito. È ora di farne altrettanti scandali.
• L’immunità reclamata per le violenze contro le donne non si limita alla famiglia. In parlamento, alcuni libertari di tre partiti d’opposizione federale sparano a zero sulle femministe che resistono alle nuove libertà reclamate dall’industria del sesso per vendere agli uomini delle donne povere e vittime di razzismo, costrette alla prostituzione. Si reclamano infatti per questi clienti-re nientemeno che la legalizzazione dello sfruttamento della prostituzione e dei bordelli. A quando il lavoro forzato di escort o massaggiatrici per le donne ridotte alla disoccupazione a causa della privatizzazione? Quando far prostituire la gente cesserà di essere illegale, nulla farà più ostacolo. La domanda maschile è là.
• Vediamo poi degli antifemministi lottare con le unghie e con i denti contro le proposte e le modeste leggi di parità salariale. André Gélinas, autore de L’equità salariale e altre derive e danni collaterali del femminismo in Quebec, fa parte del gruppo antifemminista l’Après-Rupture (il Dopo-Rottura). Questo gruppo, che si dice un “gruppo d’aiuto”, attacca continuamente i finanziamenti, già insufficienti, ai centri per le donne stuprate.
• Incesto. Un antifemminista americano, Warren Farrel, ha proposto all’Associazione dei sessuologi americani di rimpiazzare la parola “incesto”, con l’espressione “family sex”, col pretesto che il 50% dei “partecipanti” ad un incesto avrebbero trovato l’esperienza piacevole. Qualche anno prima, nel 1977, aveva fatto delle dichiarazioni inquietanti sull’incesto (“genitally caressing children”) a un giornalista di Penthouse.
• Farrel non riuscì ad imporre questo cambiamento di nome, ma altri mascolinisti più abili sono riusciti a togliersi dai piedi la giustizia in gran parte dei casi d’incesto: fanno finanziare dalla rete sanitaria, in nome del “Giaretto model”, dei programmi di riunificazione familiare forzata, sotto il pretesto che questo genere di aggressioni implica sempre almeno due persone e che bisogna insegnare a perdonarsi e a vivere insieme perché, dopo tutto, un padre è essenziale e conserva dei diritti anche dopo uno stupro di un bambino o l’omicidio di una madre. Altrimenti, arriva la minaccia dei traumi provocati al figlio dall’assenza paterna.
Annessi. Uno smantellamento progressivo delle misure accordate alle donne divorziate
In reazione alla riforma che ha innalzato le tabelle delle pensioni alimentari dieci anni fa, la lobby dei padri ha già ottenuto – con l’aiuto di alcune donne presentate come l’Associazione delle nuove mogli del Quebec – uno smantellamento progressivo delle misure accordate alle donne divorziate:
• è stata soppressa ad ogni fine pratico la cessione di una pensione alimentare alla sposa (anche nel caso in cui un lungo matrimonio l’abbia allontanata dal lavoro professionale;
• se la prendono oggi con le pensioni alimentari per i bambini sostituendole con l’affido condiviso (che resta spesso al livello di principio, essendo la madre spesso forzata a recuperare ai mancamenti del padre);
• si accorda un carattere sempre più assoluto ai diritti d’accesso paterni ai bambini e soprattutto al controllo di ogni spostamento dell’ex moglie, e questo per qualsiasi padre lo reclami, anche se disinteressato nei confronti dei figli o violento. La violenza dell’ex coniuge è raramente presa sul serio, le segnalazioni di minacce di morte si urtano al sacrosanto “diritto del padre” – una politica che è già stata sancita da numerosi morti, tutte scusate d’ufficio dai media in nome dello “stress maschile”;
• infine, sapendo che il governo non vuole sanzionare i padri, il movimento antifemminista tenta sempre più di sostituirsi all’autorità poliziesca e giudiziaria con dei “rifugi” per questi uomini stressati, dei luoghi che non offrono alcun tipo di sicurezza alle persone minacciate, ma evitano agli aggressori qualsiasi perdita di libertà o privilegi.

Posted: July 27th, 2010 under articoli - No Comments.

Billy Wilder mon amour

Scena tratta dal film " Irma la dolce"

Billy Wilder dichiarò in un’intervista che molte attrici preferivano recitare la parte di una prostituta.

Perchè?

Beh perchè questa parte dava loro modo di “sbracarsi”, allontanandosi così dal solito ruolo di bionda cretina o di donna altera ma dal cuore tenero, tipico delle commedie brillanti.

Ho letto questo articolo e non mi è piaciuto per niente. In primis elenca solo una serie di inciuci hollywoodiani che ormai sono triti e ritriti, uniti anche a piccole leggende sulla Hepburne e battibecchi pre-produzione.

La censura esisteva ma solo pochi grandi come Wilder riuscivano ad esaltare una trama scabrosa fino a rendere grottesco l’elemento che sarebbe stato tagliato dai bacchettoni fascisti americani.

In primis ” Colazione da Tiffany” non è stato assolutamente il capostipite di una intera generazione femminile moderna, anzi.

Il film in realtà è stato apprezzato ( e lo è ancora) dalle donne non per il ruolo velatamente underground della Hepburne ma per l’idea di poter scegliere ed essere libere anche di essere completamente e assolutamente fuori dagli schemi.

L’idea di fare colazione rimirando uno dei luoghi più lussuosi di New York ( Tiffany & Co.) è ironicamente consolatorio, perchè molte donne sbavavano per un diamante costosissimo, sorseggiando un caffè o fingendo di non bramare quell’oggetto.

Proprio Tiffany era per loro la rivalsa, l’apice: un anello di fidanzamento con diamante, un regalo costoso fatto da un uomo affascinante.

Invece nella storia di Capote ( dal suo libro è stata tratta la sceneggiatura, seppur tagliuzzata e addolcita) questa immagine mette in risalto proprio questa malattia sociale, la sofferenza di donne allo sbando, operaie, tutte quelle appartenenti alla lower class americana che passeggiando per l’Upper Side, speravano di diventare una perfetta signora dei quartieri alti.

Anche l’aspetto smunto, smagrito, svilito dell’attrice, ricoperto da un bel gioiellone e da un tubino nero semplicissimo è l’essenza di questo messaggio.

Mettici anche una canzone malinconina e straziante come Moon River, una vita dissoluta ma pur sempre nelle righe, senza eccessive sbavature ( cosa che invece non compare nel romanzo originale) et voilà! Il gioco è fatto!

Ci sono ben altri film che hanno contribuito invece alla liberazione femminile e alla distruzione del canone classico della donnina in casa.

Partendo da Arianna, una ragazzina che inventa mille storie scabrose di sesso, consumando un rapporto con un uomo maturo nella sua suite al Ritz, arrivando alla prostituta più spassosa e folle della Storia del Cinema: Irma ( dal film Irma la dolce).

Anche nella commedia ” L’ appartamento” vediamo sfilare una serie infinita di uomini d’affari intenti a mantenersi le proprie amanti, quasi sempre segretarie ciniche e sfinite dall’ipocrisia della metropoli. Donne anche sposate o fidanzate, alla ricerca di un rapporto occasionale con un’idea piuttosto che con una persona.

La madre di Capote era una di queste donne: una signorina di provincia molto avvenente alla ricerca disperata di una rivalsa solo estetica e di status sociale. Finì suicida poichè non riuscì mai a pagare l’affitto della sua casa nell’Upper Side di Manhattan.

Le ragazze di Sex and the city sono a metà strada tra una Holly e una segretaria sfinita, la differenza è che loro possono permettersi finalmente la libertà di scegliere, possono entrare da Tiffany e comprare un gioiello, pur indebitandosi . Non aspettano il riccone che le salvi.

Sullo sfondo c’è Parigi oppure New York, entrambe grosse città, grandi metropoli, grandi palazzi, infinite possibilità con poco cuore. La magia la crea chi ci vive, chi vuole vedere in tutta quella frenesia, un barlume di speranza, di gioia, di romanticismo.

Ecco che per me Holly è un’antieroina per eccellenza, un po’ datata e dunque archiviata con malinconia.

Perchè ” Nessuno fa colazione da Tiffany e nessuno ha storie da ricordare”.

Posted: July 25th, 2010 under articoli - No Comments.

Fantapolitica e Femminismo: VIVA LA RIVOLUZIONE SESSUALE!

Ok adesso si è raggiunto l’apice della minchioneria.

Ho trovato nel magico mondo di facebook una nota a dir poco idiota.

In breve ( dopo ventimila sproloqui senza senso scritti in un orripilante politichese), queste persone affermano che il movimento femminista è in realtà schiavo del Capitalismo e di tutta una forma di consumismo anticomunista.

Ci mancava anche questa. Dopo la follia del nazifemminismo adesso andiamo incontro anche ad accuse di fasciste-capitaliste-femministe.

Allora io vorrei spiegare a lor signori che il movimento femminista di base è solo ed unicamente una lotta di genere per l’indipendenza e l’uguaglianza dei sessi ed è nato proprio per l’evidente disparità di ruoli nella società moderna e non solo di donne ed uomini.

Tutto qui.

Tutto ciò che è venuto dopo, libri, lotte, proteste e tutto il calderone scaturito da questa RIVOLUZIONE CULTURALE e SESSUALE è storia.

Forse queste persone temono in realtà un reale cambiamento oppure sono semplicemente ottusi.

Gli italiani ahimè non capiscono che appoggiare la lotta di genere, darà l’impulso ad una reale rivoluzione culturale e ve lo spiego in breve: appoggiando le donne nella lotta ad una reale parità totale dei propri diritti, si appoggia anche tutta una serie di ingiustizie legali e sociali legate anche e soprattutto alla dilagante violenza che si sta espandendo nel Belpaese.

La violenza sulle donne è scaturita soprattutto da repressione sessuale, ignoranza, bombardamento sessuale costante dei media nonchè dalla giggioneria politica della destra italiana che incita alla mercificazione del corpo femminile.

La volgarità e l’annullamento di stimoli culturali, porta un intero popolo a distrarsi dai reali problemi, per poi utilizzare a proprio piacimento tutte le informazioni che a loro interessano personalmente.

Inoltre in questo modo, con un popolo alienato dal sesso e dal desiderio di violenza fisica sfogato su esseri considerati “deboli” dalla società, è semplice anche instaurare una dittatura morbida che pian piano si insinua per poi prendere pieno possesso senza neanche troppe difficoltà.

Stanno anche raggirando la classe sociale colta, quella che lotta e che manifesta, sempre grazie alla violenza e al dilagante antiberlusconismo che incita solo ad una lotta superficiale.

Puntando tutto sulla facciona odiosa del Premier, molte realtà non vengono a galla.

Quindi insorge il popolo viola, i ragazzi e le ragazze si ficcano un post-it giallo in bocca, tutti contro il Premier e le sue leggi fatte su misura, dimenticando che nel frattempo le Regioni si stanno sgretolando e che Mafia e Camorra si insinuano sempre più nelle reti internazionali.

Dimenticando anche che ci stanno riuscendo, perchè è proprio usando il sesso e la repressione che loro vincono, su tutto e tutti, anche su di voi.

Non a caso solo pochi hanno il coraggio di indignarsi di fronte alla morte di Carlo Giuliani o al costante abuso di potere delle forze dell’ordine. Si diffonde un buonismo ed una tolleranza a tutto tondo, tipica proprio di chi non sa prendere una decisione concreta perchè ha paura. Paura di schierarsi, di informarsi bene e di dire ” NO!”. Si è bravi solo a colpire ciò che è facile colpire. Si detesta solo ciò che è palesemente detestabile, tutte le varie sfumature sono complicate da digerire. Questo grazie anche ad informazioni flash, troppe informazioni sparate al nanosecondo, nessuno si sofferma realmente a scovare altre fonti, altre prove, una miriade di notizie tutte sparate come mitra nel cervello. E quest’ultimo ovviamente si atrofizza.

Così la lotta di genere diventa automaticamente una lotta “minore”, l’indignazione contro l’ultima legge ipersessista e maschilista ( non la voglio linkare..trovatela voi!)è minima, perchè adesso ciò che conta è la disoccupazione, la legge bavaglio..per cairtà concordo in pieno, ma bisogna puntare alla radice, distruggere uno dei loro strumenti di controllo.

Ecco perchè questo tipo di lotta dà loro tanti grattacapi.

Inoltre la lotta di genere dissacra l’idea di “famiglia cattolica” che tanto piace diffondere in giro a chi piace controllare tutto per ottenere potere , sempre per un costante controllo del popolo, tipico di ogni regime ( vedi l’ Iran e non solo) rompendo così gli arigini della dittatura e permettendo finalmente alle persone di scegliere, invece di dover seguire obbligatoriamente una sola strada, ottenendo un unico e scontato risultato.

La libertà di espressione si lega alla libertà di poter scegliere e decidere ciò che è meglio per se stess*, la rivoluzione sessuale consiste anche in questo, non è una robetta semplicistica è la BASE di una reale RIVOLUZIONE, di una VERA LOTTA , solo così potrete essere realmente controcorrente e realmente contro la destra italiana.

Lasciate dunque stare questi inutili battibecchi sterili a chi ha tempo libero da dedicare ad assurde teorie filosofeggianti e sprezzanti, lasciate tutto questo grigiore a chi probabilmente non ha nessun problema reale o, forse, troppi mescolati in un calderone di cieca e bieca repressione.

Diffidate sempre degli stupidi, dei vili, di chi sfoga ogni suo dolore verso figure potenti intoccabili, rifiutate sempre la pressione e la violenza psicologica, di stronzi in giro ce ne sono tantissimi, siamo affollati di amebe e qualunquist*, la vera lotta è contrastarli ed essere sempre coerenti con i propri valori e che questi siano forti, belli, positivi , volti verso la diversità e la scelta  e mai verso un unico senso.

Posted: July 24th, 2010 under articoli - 5 Comments.