Quando osservavamo i ricchi

napoli3b

Prima della guerra ( e anche dopo), bambini e adulti osservavano i ricchi che mangiavano il gelato al famoso cafè Gambrinus di Napoli, immaginandone il sapore e la sensazione di addentare quel freddo piacere.

Adesso abbiamo gelati fatti in serie e tutti possono bene o male permettersene uno. La magia del capitalismo no?

Il problema è che adesso i nuovi poveri italiani osservano in televisione la bella vita dello showbusiness nostrano, immaginando il sapore di una coscia ben tornita, la sensazione di due tette siliconate, il piacere di poter acquistare e guidare un’autovettura all’ultima moda.

Il popolino napoletano osserva e desidera, accetta tutto e và avanti per inerzia. I cervelli si spengono inesorabilmente perchè invece di ribellarsi  a questa condizione pietosa fa tre ma anche quattro lavori insieme, spesso chinandosi a 90° con i propri superiori, cercando anche di derubare altre persone con contratti fasulli, ricambi inutili, sensazionali pacchi aziendali: povero che ruba al povero e la merda si ricicla. Tutta.

Un gran giro di feci che segue il flusso e gira che è una bellezza.

Oltre all’ignoranza che ormai ha preso il totale possesso di molti campani, si aggiunge anche la rabbia e la presunzione di chi non sa e non vuole sapere. La persona ignorante, devota alla superficialità ed al lavoro forzato, non conosce i suoi diritti e non ha tempo di conoscerli. Alle buffonate e alla violenza della destra, meglio fare spallucce e andare avanti finchè il problema non tocchi la sua persona. L’egoismo e l’individualismo sono ormai le armi preferite del napoletano più becero e, ahimè, più comune. E lo dice una napoletana, non una leghista burina.

Le donne continuano il loro tran-tran di sottomissione e angoscia, continuano a non volere accettare che sì, le donne sono esseri umani e non animali inferiori, nati per essere accuditi e anche calpestati quando all’uomo gli girano. E continuano a credere che tutto questo bombardamento sessuale sia normale e forse dovuto ad un Paese latino come il nostro.

Gli uomini sono ancora convinti di dover portare il pane in tavola, fieri della loro mascolina virilità che piano piano li sta consegnando alla fossa.

Meglio chiudere gli occhi, meglio non sapere mai cosa sta succedendo nel Mondo ma, soprattuto, l’importante è seguire sempre il più forte, senza mai dover fare nulla per il proprio Paese.

Non capiscono i napoletani di possedere tanta, tanta energia e che il successo ed un giusto premio per tutti questi sforzi son a loro DOVUTI.

Se solo la Campania la smettesse di osservare e cominciasse ad agire, dando voce a quello spirito ormai sopìto dell’amicizia e del calore a tutti i costi.

Dedicato a Giorgio Napolitano e che la smetta di ragionare da ignaro gentiluomo politico

Edited: March 12th, 2010

La creatività è donna

perblog

Vorrei dedicare questo post ad una misteriosa artigiana: Bianca Bi.

Oltre a creare gioielli estremamente particolari  aiuta anche Haiti! Cosa desiderare di più?

Nella sua boutique virtuale troverete anche oggetti ( per lo più scarpe) vintage, da riscoprire e riutilizzare.

Un anima decò tra tante artiste-artigiane italiane che spesso  propongono gioiellini a forma di tortine, animaletti e altri oggetti carini ma forse un po’ troppo infantili.

Un’idea diversa finalmente, da conservare gelosamente. E non è neanche tanto cara, con 15 euro potrete ricevere una collanina o un altro gioiello fatti completamente a mano ed unici in tutto e per tutto.

Brava!

Link di Bianca Bi:

Blog

Myspace

Facebook

N.B. l’acquisto potrà essere effettuato solo mandando una richiesta via email all’autrice dei gioielli.

24493_1232170125024_1252270217_30547463_3184156_n

parigi

Edited: March 9th, 2010

Tra uno strip e una bufala

festadelladonna

A Napoli l’8 Marzo non si festeggia. Mai.

Non si festeggia una causa, un pensiero, nessuna donna qui compra le mimose.

L’8 Marzo è come San Valentino, quindi non esiste.

Le donne ( non tutte ovviamente…) festeggiano la Festa della Fica. Che è un’altra cosa.

La Festa della Fica è una gran carnevalata kitch, tutte lo sanno e quelle snob come me evitano di uscire.

Come in un film horror di serie B le strade si affollano di zombie-donna, intente a fare incetta di cervelli umani: i propri.

Le pizzerie dell’interland campano si danno da fare da Gennaio per preparare una Festa della Fica come si deve: ingaggiano stripmen, organizzano un bel menu fisso e tanto piano bar.

Le donne invece si preparano da settimane, organizzando anche bus interi ( e non scherzo) per trasferte in pizzerie, ristoranti o in club dal gusto pacchiano.

L’età oscialla dai 30 in su. Le ragazze più giovani invece eseguono lo stesso rituale di ogni sabato sera, esasperando fino all’estremo il loro carattere esuberante e colorato.

Sembra quasi una parata di transessuali: vestiti succinti su corpi anche sfatti, trucco pesantissimo, glitteratissimo, luccicosissimo, scarpe con tacco 30 cm con eventuale camminata dondolante.

Parlano tutte ad altissima voce, urlano, ridacchiano prendedosi beffa e gioco di qualunque uomo le passi davanti. Se per caso uno di voi dovesse scendere a prendere un pacchetto di sigarette al distributore o a portare giù il cane che si protegga, che controlli le strade per bene o sarete derisi e/o molestati!

Già da ora di pranzo comincia il trambusto: maestre, colleghe di lavoro, tutte si riuniscono per mangiare la famosa pizza margherita dell’amicizia, alcune si ritrovano solo per staccare per un giorno all’annodalla routine casa-lavoro, altre invece lo fanno come start per il party serale.

Le donne che partecipano a striptease e seratine a tema vivono spesso una vita abbastanza monotona oppure rientrano nel cliquè della casalinga disperata alla napoletana: figli partoriti troppo presto e spesso senza cognizione di causa, matrimonio riparatore o frettoloso, vita sociale men che zero.

Per quella sera il loro marito/fidanzato le lascia libere, le donne si prendono una rivincita e devono fare ciò che desiderano.

La Festa della Fica è tollerata anche dal più truzzo e maschilista del Mondo, perchè è una delle convenzioni sociali tamarre per eccellenza; recitano anche la parte del marito abbandonato.

Una cena congelata preparata dalla mattina con cura e devozione, la casa pulita come uno specchio prima di uscire, bimbi a nanna dai nonni e via…verso l’avventura!

Non so se vi è mai capitato di assistere ad una di queste feste, a me sì.

Purtroppo ebbi la triste idea di scendere per mangiare una pizza con un amico, avevo un desiderio folle di pizza  ed a questo richiamo non si dice mai di no.

Entrammo in un ristorante del mio paesino e ci aprì un cameriere emaciato, provato, dallo sguardo perso e disperato.

Ci fece accomodare perchè l’attesa era lunga.

Sentivamo schiamazzi e urla provenire dalla sala principale. La mia curiosità mi spinse a dare un’occhiata.

Non l’avessi mai fatto…

Tante forse troppe donne accalcate ed accalorate, urlavano e gridavano come ossesse, cantando l’ultima hit neomelodica. Una ragazza al pianobar tentava di far seguire il ritmo delle canzoni alla folla impazzita, senza riuscirci.

Una ragazza pienotta e dai capelli nero corvino mi si avvicinò minacciosa, con un bicchiere di vino in mano, la sua faccia era panozza e truccatissima. ” Tras arint!! Traaas!!” mi disse urlando. Imbarazzata provai a scappare ma la ragazza non mollava la presa, mi strinse il braccio in una morsa di follia e ubriachezza, mi strattonò e mi passò un microfono.

” Ma..non la conosco..non conosco questa canzone” mi sentivo come un pinguino in pieno deserto del Gobi.

Le altre donne si alzarono, cominciarono a ballare, battere le mani, molestando come potevano i camerieri, incitavano la ragazzona a cantare e a spingermi nella folla.

Riusciì ad aprofittare di un loro momento di distrazione per scappare. Il mio amico nel frattempo era riuscito a trovare un tavolo libero ma non ero più la stessa ragazza che aveva lasciato qualche minuto prima.

E mentre mangiavo la mia pizza bollente riusciì solo a pensare ” Chill và pazz ppè tè..te pens semp”.

Buon 8 Marzo..alle poche che lo festeggiano, alle poche che ancora sanno cos’è l’UDI.

Edited: March 8th, 2010

Aspettando l’8 Marzo. @ c.s.o.a. Officina 99 sabato 6 Marzo ore 21:30

La regista Anna Redi e Marie Therese Sitzia hanno dato vita ad uno spettacolo che è tuttora un esperimento, un work in progress in cerca della sua forma definitiva.
redi-1Si osservano nuove forme del corpo in movimento nello spazio, una continua ricerca rivolta verso il proprio interiore; un tentativo di comunicazione per il quale non è facile trovare una chiave di lettura.
Il tema di fondo è “la vita di scarto” (ispirato dalla lettura del saggio di Baumann), il rifiuto umano inteso non solo con gli stereotipi del matto o dell’emarginato, ma come esubero, nuovo concetto che le regole spietate del capitalismo avanzato hanno creato: tutti noi prima o poi siamo esuberi di un’azienda o di una comunità che può accettarci o meno.
Come sottolinea la regista Anna Redi, nell’incontro post spettacolo, il rifiuto è anche il cosiddetto vivere di superficie che caratterizza il mondo contemporaneo.
Nuha rappresenta un ideale proseguimento di Matres matutae e di Scenata, sempre di Anna Redi, sull’opposizione tra la sacralità della madre terra e la terra campana più inquinata d’Italia.

Sul palco Anna Redi e Maria Therese Sitzia stridono e come gabbiani contro vento, trovano una dimensione anarchica e perciò affascinante, lasciando il pubblico attento e incuriosito, ma libero di interpretare la perfomance facendo appello non alla ragione quanto alle emozioni che Anna e Maria regalano.
La follia e il coraggio di ‘espropriare’ la propria individualità da ciò che ci rinchiude in uno spazio delimitato da formalismi spesso ipocriti, del singolo come condizione speciale e non marginale.
Celesta Bufano Vocal Vibrations

rap live-set by Alea e dj vinch

dj set e vj set by R2crew

dj set OVERDUB

Collettivo Sora Rossa – pma@autistici.org
@ c.s.o.a.Officina 99

NON MANCARE!

Edited: March 3rd, 2010

Iraq Vs Pandora

9f3703e54ehmatch.pnga sinistra il regista James Cameron sul set di Avatar, a destra Kathryn Bigelow sul set di The Hurth Locker

Era ora!

Finalmente la Bigelow riceve la tanto agognata statuetta d’oro e non solo!! Un Oscar per il suo talento ci voleva proprio ma il giubilo nasce dalla sua premiazione ( e non è cosa da poco) al Directors Guild of America , il sindacato  dei registi cinematografici e televisivi statunitensi. La prima donna in assoluto a ricevere tale onoreficenza. Eh!!

kathryn-bigelow

In lizza con il film The Hurt Locker, Kathryn Bigelow si è portata a casa il premio come miglior film, battendo di soli 2 ponti il megakolossal Avatar ( diretto dal suo ex marito James Cameron).

La  sua fama  nasce grazie a  splendidi film come Point break (1991) e Strange days (1995)  che si distaccano dal luogo comune del film ” al femminile”: nessuna storia romantica, nessun melodramma ma solo tanta sensibilità unita sempre a tematiche dure, forti e coraggiose.

Dirige benissimo i suoi attori  curando al contempo, in maniera anche maniacale, sceneggiatura e fotografia.


Ma parliamo del film vincitore The Hurt Locker.

Girato in Giordania, il film si focalizza sulla storia di un gruppo di artificieri dell’esercito statunitense in missione in Iraq. La storia è basata sull’osservazione diretta di un reporter di guerra , Mark Boal ( co-sceneggiatore ed attuale compagno della regista). La Bigelow  ha ammesso di aver utilizzato intenzionalmente attori sconosciuti ” per aumentare la suspense di non sapere chi sopravviverà”.
Un altro film duro, dunque, per la nostra regista che non si fa scrupolo di raccontare storie anche scomode e difficili da digerire.
I bacchettoni di Hollywood questa volta hanno visto giusto, dando priorità finalmente non solo a una donna, non priva di talento e capacità, ma anche e soprattutto ad un film che non si nasconde dietro un seppur ottimo effetto speciale.
Il realismo spinto all’estremo, coordinato di storia vera e vissuta in prima persona, abbatte completamente gli uomini blu e afromarziani di Avatar : mentre quest’ultimo spiega in maniera spettacolare e più digeribile lo scempio del militarismo sfrenato americano, The Hurt Locker ci dà un assaggio senza zucchero di questa amara medicina.
Bravo anche Cameron ma, non avermene James, io esulto per Kathryn!
Walai

Trailer ufficiale del film The Hurth Locker

Edited: March 3rd, 2010

Papà Iphone

gi_0_mycyclesseolandingpage

Tra le tante applicazioni del supertelefono della casa Apple, il noto iPhone, troviamo anche dei simpatici programmini che potranno aiutare le donne a scoprire quando ovuleranno.

Potrete scaricare ed installare gratuitamente questa applicazione Period Tracker Lite ( ING) riuscendo finalmente a scoprire quando avrete approssimativamente il vostro periodo di ovulazione e se lanciarsi nella fecondazione o, in caso contrario, rintanarsi in casa per almeno 2-3 giorni.

Tra quelli a pagamento troviamo eNatal (ING): questo programma è un po’ più accurato e preciso.

Per gli uomini invece abbiamo il Menstrometer: in questo modo potrete sapere quando le vostre donne avranno il loro periodo ed anticiparvi per evitare nervosismi da ormone impazzito.

Questi programmi sono apparsi già anni fa, prima dell’era iPhone e similari: bastava acquistare o scaricare ed installare gratuitamente uno dei tanti programmini da ginecologo da strapazzo per calcolare con precisione il nostro ciclo mestruale.

Può essere utile per tenere sotto controllo i nostri periodi e capire se abbiamo dei ritardi o meno.

Non è assolutamente utile come contraccettivo o metodo di concepimento.

C’è sempre bisogno dell’assistenza medico-ginecologica,  meglio fare analisi accurate e precise unite a visite periodiche ( che fanno sempre e assolutamente bene).Inoltre questi programmini utilizzano metafore visive abbastanza tristi: petali di fiori che si aprono all’arrivo dell’ovulazione, smiles rosa pastello, cuoricini, stelline. Il corpo femminile non è una macchina, il nostro sistema riproduttivo non è assolutamente semplice ! Per quanto le loro policy affermano che questi metodi non sono assolutamente sicuri al 100%, rendono comunque blando e superficiale il rapporto sottile e profondo che c’è tra la donna ed il suo corpo, riducendo tutto ad iconine un po’ sceme.

Attenzione: questi programmi non sono il “parto” di menti illuminate! Nessun medico ha mai prescritto l’utilizzo di tali aggeggini, nessun dottore ha creato tutto questo.

Ma se volete sperimentare e, magari, tenere sotto controllo il vostro ciclo mestruale..beh…usate i link sopracitati e buona ovulazione a tutte!

Walai

Edited: March 2nd, 2010

Io non guardo il grande fratello

Perchè non è esagerato boicottare la visione del Grande Fratello?

21054

Perchè è stupido.

Perchè è costruito a tavolino.

Perchè incita al giudizio.

Perchè dà forza e lustro all’ignoranza, rendendola buffa, divertente e comica.

Perchè è un mix disgustoso di tutto ciò che in Italia si sta riversando negli ultimi anni.

Perchè è un brodo di tutto ciò che non ha volare, importanza.

Non è assolutamente da “bacchettoni” o inutile puntare il dito contro a questo fenomeno che prende piede anche verso gli insospettabili. Soprattutto verso quei programmi che si prendono beffa del programma, incitando al contempo la visione a spazzatura simile ( parlo proprio di Mai dire Grande Fratello).

Persone ritenute ai più intelligenti, si sintonizzano entusiasti per spiare un gruppo di persone che recitano la parte dell’italiano medio ampliato all’ennesima potenza.

Ed entrano nella grande casa anche il transessuale donna e l’omosessuale perchè, in questo modo, possono attirare la curiosità morbosa di chi non conosce questi due Mondi o di chi invece li conosce fin troppo bene.

Anche qui questi personaggi diventano grotteschi, maschere piene di luci, colori e pallettes.

Massì…e guardiamocelo pure il Grande Fratello..è solo un innocuo piacere nascosto. E’ come fissare un corpo insanguinato al tg della sera, spiare dalle mani che ci coprono la faccia i cadaveri dei  bambini trucidati o i corpi dilaniati di persone sparate, annegate, schiacciate. E’ proprio come fissare un particolare che ci disgusta: ci dovrebbe allontanare. Invece ci attrae. Come una lucciola è attratta dalla luce.

Perchè in questo modo ci sentiamo sicuri nelle nostre case, siamo felici di non essere come loro.

Si osserva il cretino e ci si compiace di non essere così.

La morbosità verso i cadaveri, la cronaca, i disastri e la morte, porta inevitabilmente al messaggio subliminale della paura.

Senza rendervene conto incubate tante paure, fobìe ed una voglia di sicurezza portata all’eccesso.

Idem per il Grande Fratello.

Nasce sempre più la voglia di giudicare ciò che non si è e non si vuole diventare mai. Sale il nervosismo e il desiderio di ridere degli altri perchè ridicoli, inutili, assurdi, ignoranti.

La derisione si mescola all’intolleranza.

Ed ecco che con grande gaudio e tripudio di popò, Panorama sforna un bell’articoletto:

Ma tra i reclusi superstiti, il salumiere trevigiano è invece, molto odiato. Tutti gli sono contro.

E lui, lungi dall’essere contento dell’affetto dei fan che puntualmente lo salvano dall’uscita, addirittura afferma – dopo aver superato l’ennesima nomination – “che palle, ancora due settimane qui dentro”. Che abbia un fondamento di verità l’odio degli inquilini della casa nei suoi confronti?

Non solo: le telecamere lo hanno mostrato mentre fumava tranquillamente fuori dalla casa, cattivo esempio seguito da Cristina che aveva la sigaretta accesa in salotto. Ma che tipi di messaggi sta lanciando il GF quest’anno? Non bastavano le risse, le relazioni omosessuali, i trans, le lesbiche, le parolacce e le bestemmie, adesso va a farsi benedire anche il salutare no smoking.

A proposito: avete notato come sia sparito Gabriele, il trans uscito dopo poche settimane? Nessuno ne parla più.

E nessuno parla dell’amore tra Alberto e Mara. Neppure una parola, ieri sera, da parte di Alessia Marcuzzi, tutta concentrata sulla farfallina Carmela e sul principe George. Adesso i due non hanno più nulla da dire a microfoni aperti. Lasciamoli vivere e poi giudicheremo.

Prendiamocela con chi fuma, bestemmia, con chi dice sconcezze in tv. Indignamoci alla visione di omosessuali e transessuali.

In un Paese dichiaratamente cattolico tutto ciò è intollerabile.

Peccato che la politica abbia preso questa piega e che nessun Panorama osa puntargli contro la propria morale da giornaletto cattolico.

Amen.

Walai

Edited: February 26th, 2010

Diamoci un taglio

labioplasty

La chirurgia plastica ha fatto passi talmente grandi da superare ben oltre il limite dell’immaginario.

Si sta tramutando in una sorta di perverso gioco del Dr Frankestein proponendo ogni anno nuove “cure” contro le imperfezioni soprattutto femminili.

Dopo gli impianti di menti, muscoli, sedere, rimodellamento dei piedi, delle palpebre, della faccia, dopo un attento studio sulle simmetrie perfette ecco che anche i luoghi oscuri, quelli intimi, nascosti saltano fuori in bella mostra, sotto i riflettori.

Nata per le esigenze delle pornostar ( che ormai rasentano la follia ossessiva ), la labioplastica ormai ha fatto presa anche sulle donne “comuni”, quelle di tutti i giorni in testa le casalinghe americane.

La labiolastica consiste nell’incisione e successiva eliminazione di pelle in eccesso o cadente presente sulle grandi e piccole labbra vaginali.

Si riduce l’interno o l’esterno in base al loro terribile terribile problema estetico ( troppo flosce, troppo piccole, troppo grandi, troppo rosse ecc.ecc.).

Il dott. Red Alinsod, uomo californiano dal grande spessore morale, propone ben 2 tipi di operazione: ” Rim” e “Barbie”.

Il primo metodo consiste nel lasciare solo l’interno delle labbra mentre il secondo, elimina tutto l’interno, lasciandole libere di..esprimersi (?).

Questa operazione oltre ad essere assurda e dannosa dal punto di vista chirurgico ( perchè tocca un’area delicatissima di un essere umano), è anche rischiosa per un eventuale piacere sessuale: nelle labbra vaginali si trova uno dei fulcri dell’orgasmo femminile ed eliminare pezzi di labbra, ridurrebbe anche il diritto a provare piacere, oltre a desensibilizzare gran parte della vagina.

palin_pornstar

Ma non la pensa così il ginecologo newyorkese Robert Jason che afferma proprio il contrario. Secondo quest’uomo ed il suo mentore ( un gran luminare), la vaginoplastica o labioplastica, aiuterebbe proprio le coppie in crisi. Mogli depresse e insoddisfatte tornano a risplendere e a vivere serene e contente dopo l’operazione. Perchè non hanno più vergogna di presentare la propria vagina in condizioni così sciatte.

Adesso le loro labbra sono piccole, graziose  e belle alla vista. Sì ma di chi?

Del marito? Dell’amante? Della webcam?

La domanda che mi pongo è la seguente: perchè incidere la propria vagina solo ed esclusivamente per un uomo che ti ha sposata per quello che eri, sei e sarai? Ma soprattutto..quando sarebbe nata questa fissazione per le donne e per gli uomini di poter vedere finalmente un sorriso smagliante nei genitali?

La risposta è semplicissima. Come per l’assurdo schiarimento anale, altra magica operazioncina fatta con un acido potentissimo, nasce tutto dal porno. Come detto prima, le pornostar, soprattutto statunitensi, stanno diventando sempre più finte e plastificate. Finti gli orgasmi, il corpo, finte le luci sempre più artificiali. Il sesso diventa una cosa innaturale al 100% e tutto deve essere assolutamente simmetrico, sodo, tonico, perfetto. Tutto deve assolutamente sembrare un mondo di Barbie, un giocattolo perfetto e anormale.

Gli impianti ai seni possono raggiungere anche la coppa D, ossia quella più grande che c’è. Seni abnormi, labbra gigantesce, ani bianchissimi, piedi perfetti, corpi magrissimi ma tonici, nessuno deve sudare quindi via al botox sotto le ascelle ed inespressività totale del viso.

Le mogli sanno bene cosa vanno a guardare i loro maritini dopo la mezzanotte.

Così provano a ripiegare le proprie frustrazioni sul loro corpo che più che un tempio è diventata una casetta dei sogni delle Bratz.

E nel frattempo medici strapagati con villone in California si arrogano il diritto di deturpare corpi di donne e di instaurare in tutte loro il tarlo dell’insicurezza, costruendo giorno dopo giorno una sorta di lager mentale delle donne. Il botox rende liberi.

N.B. : se provate repulsione o se siete rimasti scioccati dall’immagine in alto significa che siete talmente saturi da immagini sessuali plastificate e finte da scandalizzarvi alla sola idea di una dimostrazione naturale e disegnata di un organo sessuale.

Edited: February 24th, 2010

Questi gggiovani d’oggi

MINISTRONZA_2

Sabato 20 Febbraio alle ore 19:00 presso la libreria-bar Perditempo di Napoli, Alessio Spataro ha illustrato l’iter quasi infinito del libro a fumetti de “La Ministronza”, anticipando anche l’uscita del suo seguito ” La Ministronza 2″.

Alessio Spataro è un gggiovane di 30′anni, estremamente intelligente, semplice e simpatico, un disegnatore di fumetti con la passione per l’attualità e la Storia, una persona comune dalla cultura alta ma di sicuro non è il mostro maschilista brigatista assassino e sfrontato che è stato “disegnato” dalla stampa di destra ( ovviamente ) e di sinistra ( ebbene sì).

Spataro spiega ormai non più incredulo di tanta pubblicità negativa e sì anche gratuita che gli è piombata addosso e  che ha spinto la casa editrice indipendente grrrzetic a raggruppare tutte le vignette satiriche della Meloni in una raccolta ,diventata successivamente  la storia della  stessa partendo dal  suo passato fascista.

‘ La Meloni ha espresso in una rivista di grande importanza culturale ( il magazine femminile Grazia ndr), un iniziale apprezzamento per le mie vignette  per poi demolire le successive perchè a suo parere risultavano essere troppo volgari. La cosa inquietante è che nelle prime vignette viene raffigurata  mentre prende parte ai movimenti giovanili di Forza Nuova, covi dove erano nascoste anche delle armi d’assalto. Ecco io questa cosa proprio non l’ho capita, si scandalizza per la volgarità di un atto sessuale coprofago che esprime metaforicamente il senso delle proposte tra lei e il Sindaco di Roma e si rallegra, anzi, si compiace della sua immagine di giovane fascista violenta’.

Ed è qui che sorge il cavillo e sì anche il dubbio su tutto questo megapolverone che è cominciato nel 2009.

La strana solidarietà anche da parte della  Bindi che aveva ricevuto un’offesa da Berlusconi con l’infelicissima e sì scopiazzatissima ( da Sgarbi) frase ” Lei è più bella che intelligente” , battutaccia tral’altro non idonea neanche nel contesto. Era un’offesa schietta e maschilista.

Per non parlare del vezzeggiativo ” zoccola” con il quale il Premier ha chiamato la Meloni durante una delle solite parate-congresso del pdl.

E proprio in un momento dove accadeva di tutto, dove la polizia manganellava ragazzi a diverse manifestazioni, mentre Messina era inghiottita da valanghe di fango a causa del lavoro sporco di appalti mafiosi e traffichini. Mentre le persone morivano in Abruzzo e nessuno si curava di capire chi fosse stato il colpevole del crollo di un dormitorio universitario, i vari ministri additavano un vignettista che aveva osato prendere in giro una donna dichiaratamente fascista e onnipresente in televisione, nonostante nessuno capisse bene il suo ruolo ed il perchè esistesse nel Governo.

Una ragazza trentenne anche lei, gggiovane, dalla faccetta sfrontata e la cadenza un po’ romanesca, maschile e ben costruita ( come mostrai tempo fa in un post ) che guadagna uno stipendio bello gonfio per non fare nulla.

I ragazzi e le ragazze che pian pianino cominciano a far parte di grandi eventi sponsorizzati pdl e che nascondono invece tutt’altro. Come tanti Pinocchio seguono il lucignolo Meloni, che fa anche da omino di burro. Diventeranno tutti asini, schiavi di un potere più grande di loro e saranno costretti a seguirli, sotto le sembianze di bestie e non più di esseri umani.

Spataro non si vittimizza, a lui poco importa di essere stato demonizzato, offeso e additato da ogni settore politico.

‘Fare una controdenuncia ed in questo modo vittimizzarmi sarebbe stato assolutamente fuori luogo perchè è proprio questa la tattica che usano loro. Denunciano e si autovittimizzano per passare dalla parte della ragione. I magistrati descritti come cattivi ,comunisti e dunque di parte, ne sono un esempio. Non denuncerò mai queste persone’.

Così come è impensabile avere con loro un dialogo.

‘Devo ammetterlo in questo sono un po’ razzista, non ci posso fare niente..io con i  fascisti non voglio averci niente a che fare, non ci voglio parlare, per me sono da rinchiudere’.

E fa bene, perchè è proprio con lo strumento dell’antidialogo che il pdl ha basato la sua tattica demolitrice. Con il vittimismo, le urla, il disprezzo e le battute facili, continuano a farsi strada fra le menti più misere ma, soprattutto, fra quei ragazzi e quelle ragazze che non hanno coscienza politica perchè cresciuti a merendine e tv, a reality e grande fratello. Proprio loro spesso vengono risucchiati da associazioni giovanili come Atreyu.

Ma come mai anche la sinistra ha storto il naso alla lettura de ” La Ministronza”? Perchè difendere una fascista?

Anche associazioni femministe hanno riposto dei dubbi sulla figura grottesca della Meloni. Perchè dissacrare fisicamente  in maniera così estrema una donna seppur fascista?

Perchè è satira. Perchè Spataro è un disegnatore indipendente ed ha i suoi metodi. Per quanto possano apparire estremi a chi non è abituè di questo stile, per quanto molti lo abbiano definito uno scarso disegnatore  poco fantasioso, lui utilizza la sua tecninca che nel resto del Mondo sarebbe condivisibile.

‘Non me ne frega niente che la Meloni sia una donna, per me è una fascista. Anche se fosse stata  un uomo, avrei comunque disegnato la sua immagine in maniera eccessiva, sfigurandone il corpo. Nelle mie strisce lei è sfatta, volgare, maschile, perchè è questo che fa la satira, è una tecnica tipica, non l’ho creata io è così da anni e anni. Anche la Merkel subisce deformazioni grottesche nei disegni satirici di quotidiani e riviste di vario genere ma non mi risulta che qualcuno sia stato punito per questo! Per me un fascista non ha colore, età o sesso. E’ fascista e tanto basta per essere definito inferiore’.

In attesa dell’uscita del secondo volume de ” La ministronza”, vorrei dare un minimo di risalto anche ad un altro lavoro secondo me nettamente superiore anche per importanza. Parlo de ” La Zona del Silenzio. Una storia di ordinaria violenza italiana“, scritto da Checchino Antonini e disegnato sempre da Alessio Spataro. Non sono riuscita a leggerlo tutto, perchè mi fa male. Non credo che per Spataro e Antonini sia stato facile dal punto di vista emotivo riuscire a trasportare una storia così nera e buia anche sottoforma di fumetto.

Ma vale la pena concentrarsi su questo punto. Su questa storia. Perchè mentre la Meloni và in giro a mostrare quant’è bello essere gggiovani e politicamente attivi e sì fascisti e virili, ragazzi completamente innocenti e magari dai valori puliti e veri o semplicemente..che hanno avuto per una sera la brutta idea di “sfottere” un intoccabile poliziotto,  perdono non solo la dignità ma spesso anche la vita. Morti che passano in sordina, nel dimenticatoio generale, tra rigurgiti di Minzolini, mignotte, transessuali e trasmissioni ridicole. 19_zona del silenzio_grande

E sono tutti lì, nelle loro tombe, in attesa di una risposta. Come tutti noi che non dimentichiamo.

‘Sai cosa mi ha detto la madre di Federico quando ha letto La zona del silenzio? Nell’ultima pagina c’è un cavalletto disegnato male..tutto il resto è perfetto. Ecco questo mi ha davvero emozionato nel profondo’. Alessio Spataro.

Link utili:

TOUR DI ALESSIO SPATARO- DATE E LUOGHI

Pazzia.org – blog

Ministronza- blog

Zona del silenzio- per acquistarlo online

Walai

Edited: February 22nd, 2010

Lo sFASCIo di un Mito

2

Bella la moda rockabilly, gli anni ‘50-’60 e le ragazze dalle ampie gonne, la coca cola in bottiglia di vetro ed il juke box che suona per i cats americani.

Ma ahimè non è tutto nastrini, occhiali e tatuaggi.

Questa moda rappresentata come ribelle e di sottocultura in realtà è nata da un disagio giovanile molto forte. Nella Londra pre-punk e Tatcheriana, non esisteva tutta la libertà della quale adesso si vanta con orgoglio. Tra scuole private, quartieri perbene e rigidità imposta a tutto spiano, esistevano anche i kenloachiani operai, operaie, insegnanti sottopagati, persone di diverse etnie spesso rinchiuse in ghetti, perchè i bianchi non li volevano nei loro quartieri ecc.ecc.

I figli di questa low class britannica (tra i nomi illustri appartenevano a questa categoria anche i musicisti Johnny Rotten e John Lennon), vivevano situazioni familiari non proprio allegre: i papà erano spesso alcolizzati, violenti e le mamme o sgobbavano in casa prendendosi anche legnate e ceffoni dal consorte sbronzo oppure lavoravano per pochi soldi in fabbriche di borse e scarpe.

Non dimentichiamoci delle miniere e del lavoro impossibile che mieteva vittime dal dì alla notte. Morti invisibili che lasciavano spesso intere famiglie sul baratro della povertà.

In tutti questi quartieri poveri, dove le razze si mescolavano creando un melting pot magico anche se legato dal comune problema della povertà massima, nascevano le prime ribellioni giovanili, seguite da suoni nuovi, accattivanti e poco inclini a seguire il melenso suono delle canzoncine strappalacrime.

Chitarre più sporche, meno perfettine, voci non sempre dolcissime, un sound più black, più nero.

Ed ecco che il bianchissimo Elvis faceva scuotere i sensi di tanti e tanti adolescenti inglesi, con il suo modo sfacciato di ballare e di cantare. Copiando il sound black e aggiungendo ad esso un po’ di arianità, creò il rock commestibile e digeribile per i bianchi.

Da qui nascono i TEDDY BOYS, accomunati erroneamente poi ai Mod o ai Punk.

I Teddy Boys erano i ragazzacci: indossavano vestiti ritenuti stravaganti che si rifacevano ad uno stile inglese classico, trasformato in un mix micidiale di colori e gelatina. I capelli cotonati e tenuti saldi da chili di lacca e gel rappresentavano l’opposto dei capelli ben tagliati e rasati, tipici dei bravi ragazzi.

Fumavano, bevevano e se ne fregavano del buoncostume. Allo stesso tempo però erano conformisti, precisi e ci tenevano al look e all’immagine. I teddy boys non erano punk, non erano anarchici e le teddy girls non erano neo femministe o sprezzanti delle regole cattoliche.

Vicini a gruppi neonazisti, fascisti e violenti, erano per la maggior parte razzisti e detestavano il solo paragonare Elvis ad un musicista soul o blues di colore.

Non sopportavano l’invasione dei “negri” nei loro quartieri e ci tenevano ad una Inghilterra bianca.

Attraevano i ragazzi disadattati ed ecco spiegato perchè Lennon e Rotten cominciarono così. I Clash usarono il loro “look” e la loro filosofia pur essendo totalmente lontani dalle idee razziste e confusionarie dei ragazzi teddy.

Staccandosi dai teddy boys presero poi altre strade e nuove filosofie di vita. Ma molti di loro rimasero attaccati a quella violenza e quel disprezzo senza senso.

teddygirls2

Le Teddy Girls invece vivevano un po’ in ombra: note per l’abbigliamento americanizzante e la voglia di androginia mista ad estrema femminilità e decoro, le teddy girls accompagnavano i gruppi di teddy boys per la città, non parteciparono mai attivamente ai violenti attacchi atti a bloccare i ripetuti tentativi di concerti afro-caraibici ( leggi qui articolo in inglese ) ma, sostenevano i loro teddy in tutto e per tutto. Erano bamboline e donne oggetto, fatte per essere guardate e malgiudicate. Perchè fumavamo e non andavano in chiesa e praticavano sesso prematrimoniale spudoratamente. Ascoltavano musica non consentita e spesso americana ed amavano truccarsi ed imbellettarsi come adulte anche se pressapoco sedicenni.

Frequentavano la low class britannica senza sdegnare soldi e successo. Alcune diventarono groupies e altre si dedicarono al rockabilly o alla vita dissoluta o al punk. Altre ancora diventarono mogli e madri devote e represse.

In realtà erano ragazzi e ragazze in cerca di valori diversi e non avevano chiaro cosa diamine stessero facendo. A loro bastava essere diversi dalla borghesia inglese tutta pomposa, bigotta e scintillante. Inoltre c’è da precisare che furono demonizzati dalla stampa britannica e diventarono il metro di paragone negativo utilizzato proprio da quelle persone che usavano le stesse maniere razziste verso le comunità africane ed afro-caraibiche della città! In America invece i teddy boys alla James Dean diventarono l’antitesi del bravo ragazzo studioso e volenteroso, trasformando questi adolescenti in demoni, senza curarsi della radice del problema, fino a trasformali in un fantascientifico progetto comunista nato per distruggere l’America. Ma questa è un’altra storia…

32a_1962.jpgstd

Didascalia: La piaga dei teddy-boys . Un’esemplare lezione è stata impartita a un gruppo di teppisti, i quali turbavano con il frastuono delle loro motociclette la quiete serale di un rione di Milano, dal signor Angelo Marini il quale, dopo aver esortato i teddy-boys a smetterla, e non essendo stato ascoltato, si è sfilato la cinghia dei pantaloni ed ha scudisciato, come un buon papà di famiglia di vecchio stampo, i giovinastri. Tavola di Walter Molino I 12/08/1962 | D.d.C. numero: 32 | anno 1962

Il rockabilly è un genere che parte da qui, dai famosi teddy boys & girls ed è per questo che esistono donne ed uomini fascisti o neonazisti che indossano vestiti vintage, con tanto di pettinatura pompadour e moto americane superpompatissime.

Miriadi di tatuaggi e donne-pinup spesso rifatte dalla testa ai piedi sono l’essenza del neo rockabilly.

Non sanno da dove proviene il bluegrass e neanche il soul o il vero rock o meglio…fanno finta di non sapere. Ma d’altronde un neonazista o neofascista deve avere un cervello con un solo minuscolo scompartimento.

Non tutti sono di questa parrocchia, attenzione! Il rockabilly spesso è apprezzato anche da persone totalmente estranee a tutto ciò. Ma è pur sempre un seme maligno e come tale..và mostrato per quello che è.

Sì, perché la «pretestualità» di cui sono vittime nella stampa gli omosessuali è precisamente del tipo razzista: e un esame linguistico operato sulla comparazione di articoli giornalistici scritti contro i negri, gli ebrei, i teddy boys (del resto a loro volta razzisti) e gli omosessuali, mi darebbe certamente ragione.

Pier Paolo Pasolini- lettera di Pier Paolo Pasolini diretta al direttore dell’”Unità” o di “Paese sera” –
si deduce dal contesto – sul comportamento della stampa italiana di fronte al caso Feile.1961

Pasolini era assolutamente affascinato dalle contraddizioni degli inglesissimi teddy boys che riteneva potessero essere lo specchio degli adolescenti italiani del futuro. Come sempre ci azzeccò alla grande.

Walai


Edited: February 19th, 2010