The way we were: quando le donne italiane erano immigrate.Sabato 27 febbraio ore 18:40 su Radiolina

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Te la sei persa? No problem! Ascolta la trasmissione

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In onore del grande sciopero degli immigrati che si terrà il giorno 1 Marzo in tutta Italia, Ladyradio dedica una trasmissione alle donne italiane che emigravano in altri Paesi in cerca della sopravvivenza.

Quando noi eravamo immigrati e subivamo il razzismo dei Paesi “occupati”.

Sabato 27 Febbraio ore 18:40 sintonizzatevi su Radiolina.

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Te la sei persa? No problem! Ascolta la trasmissione

Edited: February 26th, 2010

Io non guardo il grande fratello

Perchè non è esagerato boicottare la visione del Grande Fratello?

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Perchè è stupido.

Perchè è costruito a tavolino.

Perchè incita al giudizio.

Perchè dà forza e lustro all’ignoranza, rendendola buffa, divertente e comica.

Perchè è un mix disgustoso di tutto ciò che in Italia si sta riversando negli ultimi anni.

Perchè è un brodo di tutto ciò che non ha volare, importanza.

Non è assolutamente da “bacchettoni” o inutile puntare il dito contro a questo fenomeno che prende piede anche verso gli insospettabili. Soprattutto verso quei programmi che si prendono beffa del programma, incitando al contempo la visione a spazzatura simile ( parlo proprio di Mai dire Grande Fratello).

Persone ritenute ai più intelligenti, si sintonizzano entusiasti per spiare un gruppo di persone che recitano la parte dell’italiano medio ampliato all’ennesima potenza.

Ed entrano nella grande casa anche il transessuale donna e l’omosessuale perchè, in questo modo, possono attirare la curiosità morbosa di chi non conosce questi due Mondi o di chi invece li conosce fin troppo bene.

Anche qui questi personaggi diventano grotteschi, maschere piene di luci, colori e pallettes.

Massì…e guardiamocelo pure il Grande Fratello..è solo un innocuo piacere nascosto. E’ come fissare un corpo insanguinato al tg della sera, spiare dalle mani che ci coprono la faccia i cadaveri dei  bambini trucidati o i corpi dilaniati di persone sparate, annegate, schiacciate. E’ proprio come fissare un particolare che ci disgusta: ci dovrebbe allontanare. Invece ci attrae. Come una lucciola è attratta dalla luce.

Perchè in questo modo ci sentiamo sicuri nelle nostre case, siamo felici di non essere come loro.

Si osserva il cretino e ci si compiace di non essere così.

La morbosità verso i cadaveri, la cronaca, i disastri e la morte, porta inevitabilmente al messaggio subliminale della paura.

Senza rendervene conto incubate tante paure, fobìe ed una voglia di sicurezza portata all’eccesso.

Idem per il Grande Fratello.

Nasce sempre più la voglia di giudicare ciò che non si è e non si vuole diventare mai. Sale il nervosismo e il desiderio di ridere degli altri perchè ridicoli, inutili, assurdi, ignoranti.

La derisione si mescola all’intolleranza.

Ed ecco che con grande gaudio e tripudio di popò, Panorama sforna un bell’articoletto:

Ma tra i reclusi superstiti, il salumiere trevigiano è invece, molto odiato. Tutti gli sono contro.

E lui, lungi dall’essere contento dell’affetto dei fan che puntualmente lo salvano dall’uscita, addirittura afferma – dopo aver superato l’ennesima nomination – “che palle, ancora due settimane qui dentro”. Che abbia un fondamento di verità l’odio degli inquilini della casa nei suoi confronti?

Non solo: le telecamere lo hanno mostrato mentre fumava tranquillamente fuori dalla casa, cattivo esempio seguito da Cristina che aveva la sigaretta accesa in salotto. Ma che tipi di messaggi sta lanciando il GF quest’anno? Non bastavano le risse, le relazioni omosessuali, i trans, le lesbiche, le parolacce e le bestemmie, adesso va a farsi benedire anche il salutare no smoking.

A proposito: avete notato come sia sparito Gabriele, il trans uscito dopo poche settimane? Nessuno ne parla più.

E nessuno parla dell’amore tra Alberto e Mara. Neppure una parola, ieri sera, da parte di Alessia Marcuzzi, tutta concentrata sulla farfallina Carmela e sul principe George. Adesso i due non hanno più nulla da dire a microfoni aperti. Lasciamoli vivere e poi giudicheremo.

Prendiamocela con chi fuma, bestemmia, con chi dice sconcezze in tv. Indignamoci alla visione di omosessuali e transessuali.

In un Paese dichiaratamente cattolico tutto ciò è intollerabile.

Peccato che la politica abbia preso questa piega e che nessun Panorama osa puntargli contro la propria morale da giornaletto cattolico.

Amen.

Walai

Edited: February 26th, 2010

Diamoci un taglio

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La chirurgia plastica ha fatto passi talmente grandi da superare ben oltre il limite dell’immaginario.

Si sta tramutando in una sorta di perverso gioco del Dr Frankestein proponendo ogni anno nuove “cure” contro le imperfezioni soprattutto femminili.

Dopo gli impianti di menti, muscoli, sedere, rimodellamento dei piedi, delle palpebre, della faccia, dopo un attento studio sulle simmetrie perfette ecco che anche i luoghi oscuri, quelli intimi, nascosti saltano fuori in bella mostra, sotto i riflettori.

Nata per le esigenze delle pornostar ( che ormai rasentano la follia ossessiva ), la labioplastica ormai ha fatto presa anche sulle donne “comuni”, quelle di tutti i giorni in testa le casalinghe americane.

La labiolastica consiste nell’incisione e successiva eliminazione di pelle in eccesso o cadente presente sulle grandi e piccole labbra vaginali.

Si riduce l’interno o l’esterno in base al loro terribile terribile problema estetico ( troppo flosce, troppo piccole, troppo grandi, troppo rosse ecc.ecc.).

Il dott. Red Alinsod, uomo californiano dal grande spessore morale, propone ben 2 tipi di operazione: ” Rim” e “Barbie”.

Il primo metodo consiste nel lasciare solo l’interno delle labbra mentre il secondo, elimina tutto l’interno, lasciandole libere di..esprimersi (?).

Questa operazione oltre ad essere assurda e dannosa dal punto di vista chirurgico ( perchè tocca un’area delicatissima di un essere umano), è anche rischiosa per un eventuale piacere sessuale: nelle labbra vaginali si trova uno dei fulcri dell’orgasmo femminile ed eliminare pezzi di labbra, ridurrebbe anche il diritto a provare piacere, oltre a desensibilizzare gran parte della vagina.

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Ma non la pensa così il ginecologo newyorkese Robert Jason che afferma proprio il contrario. Secondo quest’uomo ed il suo mentore ( un gran luminare), la vaginoplastica o labioplastica, aiuterebbe proprio le coppie in crisi. Mogli depresse e insoddisfatte tornano a risplendere e a vivere serene e contente dopo l’operazione. Perchè non hanno più vergogna di presentare la propria vagina in condizioni così sciatte.

Adesso le loro labbra sono piccole, graziose  e belle alla vista. Sì ma di chi?

Del marito? Dell’amante? Della webcam?

La domanda che mi pongo è la seguente: perchè incidere la propria vagina solo ed esclusivamente per un uomo che ti ha sposata per quello che eri, sei e sarai? Ma soprattutto..quando sarebbe nata questa fissazione per le donne e per gli uomini di poter vedere finalmente un sorriso smagliante nei genitali?

La risposta è semplicissima. Come per l’assurdo schiarimento anale, altra magica operazioncina fatta con un acido potentissimo, nasce tutto dal porno. Come detto prima, le pornostar, soprattutto statunitensi, stanno diventando sempre più finte e plastificate. Finti gli orgasmi, il corpo, finte le luci sempre più artificiali. Il sesso diventa una cosa innaturale al 100% e tutto deve essere assolutamente simmetrico, sodo, tonico, perfetto. Tutto deve assolutamente sembrare un mondo di Barbie, un giocattolo perfetto e anormale.

Gli impianti ai seni possono raggiungere anche la coppa D, ossia quella più grande che c’è. Seni abnormi, labbra gigantesce, ani bianchissimi, piedi perfetti, corpi magrissimi ma tonici, nessuno deve sudare quindi via al botox sotto le ascelle ed inespressività totale del viso.

Le mogli sanno bene cosa vanno a guardare i loro maritini dopo la mezzanotte.

Così provano a ripiegare le proprie frustrazioni sul loro corpo che più che un tempio è diventata una casetta dei sogni delle Bratz.

E nel frattempo medici strapagati con villone in California si arrogano il diritto di deturpare corpi di donne e di instaurare in tutte loro il tarlo dell’insicurezza, costruendo giorno dopo giorno una sorta di lager mentale delle donne. Il botox rende liberi.

N.B. : se provate repulsione o se siete rimasti scioccati dall’immagine in alto significa che siete talmente saturi da immagini sessuali plastificate e finte da scandalizzarvi alla sola idea di una dimostrazione naturale e disegnata di un organo sessuale.

Edited: February 24th, 2010

Questi gggiovani d’oggi

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Sabato 20 Febbraio alle ore 19:00 presso la libreria-bar Perditempo di Napoli, Alessio Spataro ha illustrato l’iter quasi infinito del libro a fumetti de “La Ministronza”, anticipando anche l’uscita del suo seguito ” La Ministronza 2″.

Alessio Spataro è un gggiovane di 30′anni, estremamente intelligente, semplice e simpatico, un disegnatore di fumetti con la passione per l’attualità e la Storia, una persona comune dalla cultura alta ma di sicuro non è il mostro maschilista brigatista assassino e sfrontato che è stato “disegnato” dalla stampa di destra ( ovviamente ) e di sinistra ( ebbene sì).

Spataro spiega ormai non più incredulo di tanta pubblicità negativa e sì anche gratuita che gli è piombata addosso e  che ha spinto la casa editrice indipendente grrrzetic a raggruppare tutte le vignette satiriche della Meloni in una raccolta ,diventata successivamente  la storia della  stessa partendo dal  suo passato fascista.

‘ La Meloni ha espresso in una rivista di grande importanza culturale ( il magazine femminile Grazia ndr), un iniziale apprezzamento per le mie vignette  per poi demolire le successive perchè a suo parere risultavano essere troppo volgari. La cosa inquietante è che nelle prime vignette viene raffigurata  mentre prende parte ai movimenti giovanili di Forza Nuova, covi dove erano nascoste anche delle armi d’assalto. Ecco io questa cosa proprio non l’ho capita, si scandalizza per la volgarità di un atto sessuale coprofago che esprime metaforicamente il senso delle proposte tra lei e il Sindaco di Roma e si rallegra, anzi, si compiace della sua immagine di giovane fascista violenta’.

Ed è qui che sorge il cavillo e sì anche il dubbio su tutto questo megapolverone che è cominciato nel 2009.

La strana solidarietà anche da parte della  Bindi che aveva ricevuto un’offesa da Berlusconi con l’infelicissima e sì scopiazzatissima ( da Sgarbi) frase ” Lei è più bella che intelligente” , battutaccia tral’altro non idonea neanche nel contesto. Era un’offesa schietta e maschilista.

Per non parlare del vezzeggiativo ” zoccola” con il quale il Premier ha chiamato la Meloni durante una delle solite parate-congresso del pdl.

E proprio in un momento dove accadeva di tutto, dove la polizia manganellava ragazzi a diverse manifestazioni, mentre Messina era inghiottita da valanghe di fango a causa del lavoro sporco di appalti mafiosi e traffichini. Mentre le persone morivano in Abruzzo e nessuno si curava di capire chi fosse stato il colpevole del crollo di un dormitorio universitario, i vari ministri additavano un vignettista che aveva osato prendere in giro una donna dichiaratamente fascista e onnipresente in televisione, nonostante nessuno capisse bene il suo ruolo ed il perchè esistesse nel Governo.

Una ragazza trentenne anche lei, gggiovane, dalla faccetta sfrontata e la cadenza un po’ romanesca, maschile e ben costruita ( come mostrai tempo fa in un post ) che guadagna uno stipendio bello gonfio per non fare nulla.

I ragazzi e le ragazze che pian pianino cominciano a far parte di grandi eventi sponsorizzati pdl e che nascondono invece tutt’altro. Come tanti Pinocchio seguono il lucignolo Meloni, che fa anche da omino di burro. Diventeranno tutti asini, schiavi di un potere più grande di loro e saranno costretti a seguirli, sotto le sembianze di bestie e non più di esseri umani.

Spataro non si vittimizza, a lui poco importa di essere stato demonizzato, offeso e additato da ogni settore politico.

‘Fare una controdenuncia ed in questo modo vittimizzarmi sarebbe stato assolutamente fuori luogo perchè è proprio questa la tattica che usano loro. Denunciano e si autovittimizzano per passare dalla parte della ragione. I magistrati descritti come cattivi ,comunisti e dunque di parte, ne sono un esempio. Non denuncerò mai queste persone’.

Così come è impensabile avere con loro un dialogo.

‘Devo ammetterlo in questo sono un po’ razzista, non ci posso fare niente..io con i  fascisti non voglio averci niente a che fare, non ci voglio parlare, per me sono da rinchiudere’.

E fa bene, perchè è proprio con lo strumento dell’antidialogo che il pdl ha basato la sua tattica demolitrice. Con il vittimismo, le urla, il disprezzo e le battute facili, continuano a farsi strada fra le menti più misere ma, soprattutto, fra quei ragazzi e quelle ragazze che non hanno coscienza politica perchè cresciuti a merendine e tv, a reality e grande fratello. Proprio loro spesso vengono risucchiati da associazioni giovanili come Atreyu.

Ma come mai anche la sinistra ha storto il naso alla lettura de ” La Ministronza”? Perchè difendere una fascista?

Anche associazioni femministe hanno riposto dei dubbi sulla figura grottesca della Meloni. Perchè dissacrare fisicamente  in maniera così estrema una donna seppur fascista?

Perchè è satira. Perchè Spataro è un disegnatore indipendente ed ha i suoi metodi. Per quanto possano apparire estremi a chi non è abituè di questo stile, per quanto molti lo abbiano definito uno scarso disegnatore  poco fantasioso, lui utilizza la sua tecninca che nel resto del Mondo sarebbe condivisibile.

‘Non me ne frega niente che la Meloni sia una donna, per me è una fascista. Anche se fosse stata  un uomo, avrei comunque disegnato la sua immagine in maniera eccessiva, sfigurandone il corpo. Nelle mie strisce lei è sfatta, volgare, maschile, perchè è questo che fa la satira, è una tecnica tipica, non l’ho creata io è così da anni e anni. Anche la Merkel subisce deformazioni grottesche nei disegni satirici di quotidiani e riviste di vario genere ma non mi risulta che qualcuno sia stato punito per questo! Per me un fascista non ha colore, età o sesso. E’ fascista e tanto basta per essere definito inferiore’.

In attesa dell’uscita del secondo volume de ” La ministronza”, vorrei dare un minimo di risalto anche ad un altro lavoro secondo me nettamente superiore anche per importanza. Parlo de ” La Zona del Silenzio. Una storia di ordinaria violenza italiana“, scritto da Checchino Antonini e disegnato sempre da Alessio Spataro. Non sono riuscita a leggerlo tutto, perchè mi fa male. Non credo che per Spataro e Antonini sia stato facile dal punto di vista emotivo riuscire a trasportare una storia così nera e buia anche sottoforma di fumetto.

Ma vale la pena concentrarsi su questo punto. Su questa storia. Perchè mentre la Meloni và in giro a mostrare quant’è bello essere gggiovani e politicamente attivi e sì fascisti e virili, ragazzi completamente innocenti e magari dai valori puliti e veri o semplicemente..che hanno avuto per una sera la brutta idea di “sfottere” un intoccabile poliziotto,  perdono non solo la dignità ma spesso anche la vita. Morti che passano in sordina, nel dimenticatoio generale, tra rigurgiti di Minzolini, mignotte, transessuali e trasmissioni ridicole. 19_zona del silenzio_grande

E sono tutti lì, nelle loro tombe, in attesa di una risposta. Come tutti noi che non dimentichiamo.

‘Sai cosa mi ha detto la madre di Federico quando ha letto La zona del silenzio? Nell’ultima pagina c’è un cavalletto disegnato male..tutto il resto è perfetto. Ecco questo mi ha davvero emozionato nel profondo’. Alessio Spataro.

Link utili:

TOUR DI ALESSIO SPATARO- DATE E LUOGHI

Pazzia.org – blog

Ministronza- blog

Zona del silenzio- per acquistarlo online

Walai

Edited: February 22nd, 2010

Lo sFASCIo di un Mito

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Bella la moda rockabilly, gli anni ’50-’60 e le ragazze dalle ampie gonne, la coca cola in bottiglia di vetro ed il juke box che suona per i cats americani.

Ma ahimè non è tutto nastrini, occhiali e tatuaggi.

Questa moda rappresentata come ribelle e di sottocultura in realtà è nata da un disagio giovanile molto forte. Nella Londra pre-punk e Tatcheriana, non esisteva tutta la libertà della quale adesso si vanta con orgoglio. Tra scuole private, quartieri perbene e rigidità imposta a tutto spiano, esistevano anche i kenloachiani operai, operaie, insegnanti sottopagati, persone di diverse etnie spesso rinchiuse in ghetti, perchè i bianchi non li volevano nei loro quartieri ecc.ecc.

I figli di questa low class britannica (tra i nomi illustri appartenevano a questa categoria anche i musicisti Johnny Rotten e John Lennon), vivevano situazioni familiari non proprio allegre: i papà erano spesso alcolizzati, violenti e le mamme o sgobbavano in casa prendendosi anche legnate e ceffoni dal consorte sbronzo oppure lavoravano per pochi soldi in fabbriche di borse e scarpe.

Non dimentichiamoci delle miniere e del lavoro impossibile che mieteva vittime dal dì alla notte. Morti invisibili che lasciavano spesso intere famiglie sul baratro della povertà.

In tutti questi quartieri poveri, dove le razze si mescolavano creando un melting pot magico anche se legato dal comune problema della povertà massima, nascevano le prime ribellioni giovanili, seguite da suoni nuovi, accattivanti e poco inclini a seguire il melenso suono delle canzoncine strappalacrime.

Chitarre più sporche, meno perfettine, voci non sempre dolcissime, un sound più black, più nero.

Ed ecco che il bianchissimo Elvis faceva scuotere i sensi di tanti e tanti adolescenti inglesi, con il suo modo sfacciato di ballare e di cantare. Copiando il sound black e aggiungendo ad esso un po’ di arianità, creò il rock commestibile e digeribile per i bianchi.

Da qui nascono i TEDDY BOYS, accomunati erroneamente poi ai Mod o ai Punk.

I Teddy Boys erano i ragazzacci: indossavano vestiti ritenuti stravaganti che si rifacevano ad uno stile inglese classico, trasformato in un mix micidiale di colori e gelatina. I capelli cotonati e tenuti saldi da chili di lacca e gel rappresentavano l’opposto dei capelli ben tagliati e rasati, tipici dei bravi ragazzi.

Fumavano, bevevano e se ne fregavano del buoncostume. Allo stesso tempo però erano conformisti, precisi e ci tenevano al look e all’immagine. I teddy boys non erano punk, non erano anarchici e le teddy girls non erano neo femministe o sprezzanti delle regole cattoliche.

Vicini a gruppi neonazisti, fascisti e violenti, erano per la maggior parte razzisti e detestavano il solo paragonare Elvis ad un musicista soul o blues di colore.

Non sopportavano l’invasione dei “negri” nei loro quartieri e ci tenevano ad una Inghilterra bianca.

Attraevano i ragazzi disadattati ed ecco spiegato perchè Lennon e Rotten cominciarono così. I Clash usarono il loro “look” e la loro filosofia pur essendo totalmente lontani dalle idee razziste e confusionarie dei ragazzi teddy.

Staccandosi dai teddy boys presero poi altre strade e nuove filosofie di vita. Ma molti di loro rimasero attaccati a quella violenza e quel disprezzo senza senso.

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Le Teddy Girls invece vivevano un po’ in ombra: note per l’abbigliamento americanizzante e la voglia di androginia mista ad estrema femminilità e decoro, le teddy girls accompagnavano i gruppi di teddy boys per la città, non parteciparono mai attivamente ai violenti attacchi atti a bloccare i ripetuti tentativi di concerti afro-caraibici ( leggi qui articolo in inglese ) ma, sostenevano i loro teddy in tutto e per tutto. Erano bamboline e donne oggetto, fatte per essere guardate e malgiudicate. Perchè fumavamo e non andavano in chiesa e praticavano sesso prematrimoniale spudoratamente. Ascoltavano musica non consentita e spesso americana ed amavano truccarsi ed imbellettarsi come adulte anche se pressapoco sedicenni.

Frequentavano la low class britannica senza sdegnare soldi e successo. Alcune diventarono groupies e altre si dedicarono al rockabilly o alla vita dissoluta o al punk. Altre ancora diventarono mogli e madri devote e represse.

In realtà erano ragazzi e ragazze in cerca di valori diversi e non avevano chiaro cosa diamine stessero facendo. A loro bastava essere diversi dalla borghesia inglese tutta pomposa, bigotta e scintillante. Inoltre c’è da precisare che furono demonizzati dalla stampa britannica e diventarono il metro di paragone negativo utilizzato proprio da quelle persone che usavano le stesse maniere razziste verso le comunità africane ed afro-caraibiche della città! In America invece i teddy boys alla James Dean diventarono l’antitesi del bravo ragazzo studioso e volenteroso, trasformando questi adolescenti in demoni, senza curarsi della radice del problema, fino a trasformali in un fantascientifico progetto comunista nato per distruggere l’America. Ma questa è un’altra storia…

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Didascalia: La piaga dei teddy-boys . Un’esemplare lezione è stata impartita a un gruppo di teppisti, i quali turbavano con il frastuono delle loro motociclette la quiete serale di un rione di Milano, dal signor Angelo Marini il quale, dopo aver esortato i teddy-boys a smetterla, e non essendo stato ascoltato, si è sfilato la cinghia dei pantaloni ed ha scudisciato, come un buon papà di famiglia di vecchio stampo, i giovinastri. Tavola di Walter Molino I 12/08/1962 | D.d.C. numero: 32 | anno 1962

Il rockabilly è un genere che parte da qui, dai famosi teddy boys & girls ed è per questo che esistono donne ed uomini fascisti o neonazisti che indossano vestiti vintage, con tanto di pettinatura pompadour e moto americane superpompatissime.

Miriadi di tatuaggi e donne-pinup spesso rifatte dalla testa ai piedi sono l’essenza del neo rockabilly.

Non sanno da dove proviene il bluegrass e neanche il soul o il vero rock o meglio…fanno finta di non sapere. Ma d’altronde un neonazista o neofascista deve avere un cervello con un solo minuscolo scompartimento.

Non tutti sono di questa parrocchia, attenzione! Il rockabilly spesso è apprezzato anche da persone totalmente estranee a tutto ciò. Ma è pur sempre un seme maligno e come tale..và mostrato per quello che è.

Sì, perché la «pretestualità» di cui sono vittime nella stampa gli omosessuali è precisamente del tipo razzista: e un esame linguistico operato sulla comparazione di articoli giornalistici scritti contro i negri, gli ebrei, i teddy boys (del resto a loro volta razzisti) e gli omosessuali, mi darebbe certamente ragione.

Pier Paolo Pasolini- lettera di Pier Paolo Pasolini diretta al direttore dell’”Unità” o di “Paese sera” –
si deduce dal contesto – sul comportamento della stampa italiana di fronte al caso Feile.1961

Pasolini era assolutamente affascinato dalle contraddizioni degli inglesissimi teddy boys che riteneva potessero essere lo specchio degli adolescenti italiani del futuro. Come sempre ci azzeccò alla grande.

Walai


Edited: February 19th, 2010

God save the Queen

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E’ bella, giovane, moderna e palestinese:  un mix politico micidiale, una strategia di marketing vivente.

Una donna che sa come usare twitter, youtube, facebook quindi molto in voga e cliccabile nella rete.

In questo immenso mare appaiono tante sue foto dove è ritratta sempre in splendida forma, molto chic, molto Diana.

Come la ex principessa britannica anche lei vive un matrimonio fallito, tanti e tanti figli ed un’unione di comodo più che d’amore: lui è il re ‘Abd Allāh II, reo di aver tarpato le ali alla libera informazione e di non essere riuscito ad evolversi nel mondo globalizzato occidentale, così sposa una giovane manager della Apple Computers che è anche palestinese. Ed il gioco è fatto.

La regina mostra il suo volto e le sue idee in giro per il Mondo, cercando di trovare aiuti e fondi per le sue campagne femministe.

In realtà a noi sembra tanto un modo per far emergere la Giordania come Paese nuovo, moderno e come al solito quale miglior strumento se non quello di una donna bella, accattivante e avanti coi tempi?C_0_articolo_333786_listatakes_itemTake_1_immaginetake

Ovviamente l’Italia l’ha invitata al pomposo e kitch Festival di Sanremo, con una imbarazzante Clerici tutta inciuci e risatine.

La regina ha attirato l’Italia perchè è bona e perchè è stata ospite di Obama.

La regina è stata accolta in pompa magna con guardie a cavallo e lusso. In un Paese che dovrebbe essere contrario alla monarchia, si è esaltata la sua figura di grande Regina.

E lei ha ringraziato ed ha proposto la sua campagna per le donne giordane.

Peccato che questi ospiti illustri vengano qui solo per decoro e per fare numero nelle loro pagine web, per i propri comodi insomma.

Peccato che la regina non sapesse delle ultime vicende ipersessiste di un Premier sull’orlo del delirio e del nuovissimo scandalo della Francesca di Bertolaso che si dimostra giorno dopo giorno una specie di Homer Simpson della sicurezza italiana.

Intanto l’Italietta accende la tv, resta affascinata dal sorriso ammaliante della regina, guarda la (S)Clerici e ascolta la canzoncina squallida  di un avanzo di monarchia che meriterebbe il giusto esilio a vita.

La memoria storica viene cancellata in automatico, sostituita dallo spot di un deodorante per ascelle o da qualche inutile scandalo come quello del Bigazzi e della sua passione artesclerotica per i felini in salmi’.

Buona digestione a tutti.

Walai

Edited: February 18th, 2010

Vaticano oh mio Vaticano

Quando si parla di fede ( non parlo del comico di rete4) , tutti ammutoliscono, anche quelli insospettabili.

Mai e poi mai mettersi contro la Chiesa, contro il Papa o il Vaticano.

Eppure l’ipocrisia è in bella mostra, sotto l’occhio di tutti: giardini lussuosi, oro a non finire, monete personalizzate, monili dal valore inestimabile, drappeggi lussuosi degni di Re, principi e principesse.

Tutto questo sfarzo viene visto come memoria storica di quello che è stato il potere della Chiesa nel Mondo.

In realtà tutto quello sfarzo continua a crescere e ne beneficiano solo pochi eletti.

L’8 X Mille serve a finanziare tante opere caritatevoli..così vien detto. In realtà sotto tutto questo sfarzo e suo indubbio mantenimento, esiste anche una Banca Vaticana, dalla quale passano e spassano conti poco chiari, tangenti e vari altri scempi.

Dalla Banca Vaticana scorre un fiume di melma infinito e tutto grazie al potere del silenzio al quale tutti dobbiamo attenerci perchè protestare è come bestemmiare.

Vi illustro alcuni sfarzi vaticani, in onore delle sante parole del Cristianesimo che predicava la forza della povertà:

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LA BANCA VATICANA

La Banca Vaticana non è responsabile né verso la Banca Centrale del Vaticano né verso il Ministero dell’Economia; infatti funziona in modo indipendente con tre consigli d’amministrazione: uno costituito da cardinali di alto livello, un altro costituito da banchieri internazionali che collaborano con impiegati della Banca Vaticana e per ultimo un consiglio d’amministrazione che si occupa degli affari giornalieri. Tali strutture organizzative così chiuse sono la norma nella Santa Sede e sono utili per mascherare le operazioni della Banca.
Lo IOR funziona come banchiere privato della Chiesa, dal momento che si adatta perfettamente alle esigenze di una Banca diretta dal Papa. Nonostante sia di proprietà del Papa, la Banca, sin dal proprio inizio, è stata più volte coinvolta nei peggiori scandali, corruzione e intrighi. Sotto felice auspicio, l’apertura della banca nel 1941 per ordine di Pio XII, altresì chiamato il Papa di Hitler, ha fornito convenienti sbocchi bancari ai fascisti italiani, all’aristocrazia e alla mafia. (…)

«E Gesù entrò nel Tempio di Dio, e scacciò tutti coloro che compravano e vendevano nel tempio, rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie di coloro che vendevano le colombe» [ Matteo 21:12, versione di Re Giacomo ]

fonte del testo

Edited: February 18th, 2010

TRANS*NIVAL

Si è conluso ieri  martedì 16 febbraio 2010 il primo Trans*Nival , il corteo è partito intorno alle 15:30 da Palazzo Gravina e si è unito a tutti gli altri cortei antirazzisti e antifascisti per poter raggiungere in un unico e solo coro chiassoso, colorato e forte la famosa Piazza Dante di Napoli.

I festeggiamenti si sono volti al Palazzo Gravina, per una megafesta di carnevale: la Sirena era in bella mostra in alto, elevata sulle teste ( bagnate) dei numerosi ospiti.

Nonostante la pioggia il corteo è partito, coinvolgendo i cittadini partenopei in un unico grande gruppo omogeneo.

Un carnevale che per una volta tanto smaschera e non nasconde le varie entità che popolano questo affollato e disastrato Mondo…dove tutti insieme abbiamo potuto festeggiare in maniera diversa, ironica e senza inutili ipocrisie.

Per la diversità e che questa possa esistere. Sempre.

CLICCA SULLA SIRENA PER VEDERE ALTRE FOTO  E PER IL LINK ALLA RADIOCRONACA DEI/DELLE RAGAZZ@ DI RADIODIMASSA!!!

Walai

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Edited: February 17th, 2010

TRANS*NIVAL SFILATA DI CARNEVALE 16 FEBBRAIO ORE 14:30!

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Trans*nivals annunciano la sfilata di Carnevale per il 16 Febbraio.

Partenza ore 14.30 da Palazzo Gravina, sirena in spalla, per raggiungere gli altri cortei cittadini a Piazza Dante.

La trans*sirena a una certa si ritirerà nella tana (Palazzo Gravina) per essere sospesa sulle teste degli euforici presenti alla festa di carnevale che si terrà la sera dalle 21 in poi.

PER BRENDA.

Edited: February 15th, 2010

Ladyradio says..NO VAT+ SPOSAMI!SABATO 13 FEBBRAIO ORE 18:50

08papaincivileGRvignetta di Alessio Spataro, link : www.pazzia.org

Ladyradio presenta una puntata tutta blasfema, in onore del magico Mondo del grande Regno di Lor Signori Scesi in Terra superpiù.

In onore della grande manifestazione NO VAT che si terrà proprio il giorno 13 Febbraio a Roma, contro il Vaticano.

Ladyradio ci terrebbe a precisare che la trasmissione non si concentrerà sull’amore per satana, perchè non credo assolutamente che esista ( umm..anche se visto ‘sto Governo…), non parleremo della fede, di spiritualità e prometto di non sacrificare agnelli su di una stella a 6 punte. Ladyradio si esprimerà sul Vaticano, bride-churchsulla figura del Papa e, soprattutto, sulle ipocrisie che il cattolicesimo porta avanti da secoli solo ed unicamente per racimolare soldi e potere, prendendo in giro milioni e milioni di persone in tutto il Mondo. Inoltre…Ladyradio si scaglierà senza alcuna pietà contro i matrimoni celebrati in Chiesa : costi, mazzette, corsi prematrimoniali elecando anche tutte le contraddizioni di tante persone che scelgono questa soluzione come moda, dovere, legge.

Predicheremo bene e razzoleremo ‘na meraviglia..

“Il Regno di Dio è dentro di te e tutto intorno a te. Non è negli edifici di pietra e cemento. Spezza un legno e io ci sarò, alza una pietra e lì mi troverai.”

Vangelo secondo Tommaso I sec. dC

SABATO 13 FEBBRAIO ORE 18:50 SEMPRE E SOLO SU RADIOLINA

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Edited: February 12th, 2010