Haiti: Assenti nella vita, Morti nel notiziario della sera

di Amanda Furness per Women Media Center (http://womensmediacenter.com/blog/2010/01/haiti-absent-in-life-death-and-on-the-evening-news/)

L’autrice , che ha lavorato a Cité Soleil, un distretto poverissimo colpito duramente dal terremoto, ci chiede di vedere il suo collega ed amico a Port-au-Prince attraverso i suoi occhi, i suoi racconti, diversi di sicuro da quelli riportati dai media.

In Cite Soleil, rampant scabies worsens existing injuries. The author, here volunteering along with Haitian Jean Murat, applies ointment on an infected woman in March of 2009.

L’articolo riportato dal Women Media Center, racconta una storia tragica, durissima. E’ la voce degli invisibili che riesce ad esprimersi solo tramite l’articolo scritto dalla coraggiosa autrice. Cité Soleil è il Bronx di Haiti, se così possiamo definirlo. Un accumulo di case poverissime e persone ormai dimenticate. Adesso è un cumulo di macerie e morti, nonchè di persone ancora da identificare.

La storia si concentra sul Sig. Robinson, un’anima pia di soli 24 anni, si occupa di una clinica medica-orfanotrofio su questa vasta terra ricca di piantagioni. La città di Ctiè Soleil essendo lontana dai media e dalla “fauna turistica”, non ha permesso a questi fantasmi buoni di essere esposti. Se non fosse per questo giovane eroe, l’area sarebbe ridotta all’estremo della sopravvivenza ed i bambini sarebbero lasciati al loro destino infernale.

Robinson non è un uomo bianco, un salvatore occidentale venuto dall’America o da qualche Paese ricco ed Europeo. Robinson è nero, figlio del colonalismo, del periodo post schiavitù.

I media si concentrano solo sull’aspetto patetico di Haiti: povertà, immigrazione, ignoranza, incapaci di autogovernarsi e quindi da “salvare” e da riconolizzare.

Una tattica puramente dittatoriale, per accaparrarsi definitivamente questo luogo.

I ragazzi come Robinson non esistono e non devono esistere per i media, meglio nasconderli negli angoli remoti dell’isola, meglio non parlarne.

La storia della schiavità Haitiana passa sempre in sordina, si sono ribellati e adesso sono salvi.

Sbagliato.

Haiti è un paradiso in Terra ma anche l’isola del caos, del voodoo, dell’ignoranza, così viene dipinta dai media americani perchè la storia del popolo di colore fa paura, fa paura anche il loro possibile controllo sulle notizie, sui giornali. Meglio trincerarli nei luoghi comuni. Gli haitiani sono persone eccezionali, dai forti valori,  dal contadino al cameriere dell’Hotel di lusso, tutti contribuiscono nel loro piccolo a risollevarsi in qualche modo.  Devono affrontare le politiche francesi e americane, ecco il male da affrontare giorno dopo giorno. Non sentirai mai una notizia sui moltemplici ostacoli che queste leggi straniere impogono alla popolazione locale o degli abusi che hanno subìto dalle Nazioni Unite prima del terremoto.

La voce degli Haitiani non sarà mai ascoltata nè riportata,  saranno messi in bella mostra solo i loro corpi mutitali e le condizioni precarie in cui vivevano, concentrandosi così su di una visione grottesca del loro stile di vita per marcare sempre più sulla necessità di una democrazia e di leggi ad hoc importate dal grande Occidente.





Robinson Remedor runs an orphanage and clinic in the earthquake devastated district of Cite Soleil.Robinson Remedor


Racconta ancora la giornalista ” Quando Robinson ed io girammo per Cité Soleil nel Marzo del 2009, una ragazzina comparve dal nulla e si avvicinò a me, mostrandomi un sottile pezzo di carta. Lo mise nella mia mano e scappò via. Su quel foglio era scritto il suo nome : Adline Verne. Ci misi del tempo per capire che la ragazzina non si aspettava nulla da me e non aveva aspettative concrete. Voleva solo che io sapessi, per il futuro, che lei esisteva. Poichè aprì la sua mano per darmi questa informazione, mi sentii obbligata in quanto giornalista di riportare questo fatto. Ad Haiti ci sono milioni di voci non ascoltate, senza identità e senza nome come Adline. Forse adesso questa voce sarà ascoltata.”


Robinson Remedor è sopravvissuto al terremoto, nonostante questo miracolo, ha assistito alla morte di suo padre e della figlia del suo migliore amico. L’ orfanatrofio ha perso un bambino ed una stanza è crollata del tutto. La clinica medica continua ad andare avanti grazie all’aiuto di un team di mecidi arrivati da Miami.

traduzione e riassunto: Walai

Posted: January 25th, 2010 under articoli.

Comments

Comment from SuperSonic
01/29/2010 at 10:01 AM

Where are you from? Is it a secret? :)
SuperSonic

Comment from Wa Lai
01/29/2010 at 5:34 PM

Naples, Italy ;)

Write a comment