Rapex: quando lo stupro diventa uno strano business

Rapex è la nuova trovata di un medico Sudafricano, Mrs Sonnete Ehlers, riportiamo qui l’articolo:

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Il condom antistupro si chiama Rapex, il prototipo è stato lanciato sul mercato il 31 agosto del 2005, a Kleimond, in Sud Africa.
E’ quì che infatti si registra un numero abnorme di stupri, ogni 24 secondi una donna viene violentata.
Vediamo nei dettagli quali sono le sue caratteristiche e come si usa.
Si tratta di un dispositivo di lattice, dalle dimensioni di un tampone, che si infila nel canale vaginale come un diaframma. Si inserisce grazie ad un tampone applicatore, e si toglie utilizzando lo stesso applicatore.
Durante la penetrazione le microscopiche setole dentate che lo ricoprono si conficcano nelle carni del violentatore, provocandogli pene infernali. Il dolore è talmente acuto e forte che la donna ha il tempo di fuggire e chiedere aiuto, dal momento che lo stupratore è ko per qualche tempo, e non riesce a reagire.


Nel momento in cui avviene la penetrazione il rapex rimane attaccato al pene e dunque viene rimosso dalla vagina, quando lo stupratore si ritrae. Può essere poi rimosso dal pene solo con un intervento chirurgico. Il rapex servirebbe così anche ad identificare il violentatore, in caso di stupro.
rapex.gif Questo particolare strumento antiviolenza è stato sviluppato da Sonnete Ehlers per far sì che le donne riescano a difendersi contro gli stupratori. L’idea è sorta quando una vittima di stupro le ha detto: “se soltanto avessi potuto avere dei denti laggiù!” Molte sono state le critiche negative al prodotto: è stato definito un metodo medievale, ma la Ehlers ha risposto che anche lo stupro è una rozza pratica che esiste sin da prima del medioevo e dunque…a mali estremi estremi rimedi.
Questo metodo è estremamente pericoloso non solo per lo stupratore ( e qui direte..sticazzi) ma anche per la donna.
Inserire un oggetto simile potrebbe creare una serie infinita di problemi vaginali,cominciando dall’idea di avere un affare in lattice dentellato mentre camminiamo, siamo al ristorante o  in ufficio.
Ovunque saremo, anche se usciamo una sera da sole ed abbiamo il terrore di subìre uno stupro, infiliamo questo aggeggio dal sapor medioevale, ed usciamo un po’ più tranquille.
Peccato che questo non risolverà molto perchè una pratica simile è stata usata proprio nel periodo buio Occidentale..alle donne veniva conficcato un tappo chiodato per non parlare della famosa cintura di castità.
Come al solito si tenta sempe la strada più facile, rude e d’impatto.
La notizia è grottesca e non la si penderà sul serio, ma è importante focalizzarci sui metodi che fino ad ora non hanno funzionato: non si tratta solo di creare leggi dure e severe contro chi ha già compiuto l’atto ma il capire PERCHE’ ci sono così tanti stupri e soprattutto CHI commette un atto così ignobile.
In un Paese dove la maggior parte delle donne esce con lo spry al peperoncino, ha il terrore di camminare da sola di sera (anche verso le 19 in pieno centro o anche alle stazioni della metropolitana), stiamo ancora qui a gingillarci su metodi, sistemi e torture?
O stiamo facendo finta di nulla? Perchè coprirci gli occhi? Gli stupri sono aumentati e soprattutto da parte di persone disperate, violente, ignoranti, da ragazzini di strada ormai abbandonati a se stessi e alla violenza.
E il numero degli stupri in famiglia cresce e lievita , una gigantesca torta di traumi se non omicidi.
Ed ecco che il rapex a me fa ridere, perchè fomenta odio, aizza le fiamme del peccato.
Io preferirei che si studiasse seriamente il problema e che, soprattutto, finisse l’era della donna-vagina, disposta al dolore pur di non soffrire.
Da ricordare e tener presente che quando una donna subisce uno stupro, subisce sì una violenza vaginale ma anche psicologica e fisica, uno stupratore potrebbe essere un sadico, un pazzo, una persona che è disposta anche all’autoamputazione del pene pur di far soffrire la donna..non si tratta di semplice atto sessuale ma di disgusto e repulsione verso il mondo femmile, si tratta di persone con seri disturbi emotivi che uccidono se possono, che soffocano, che minacciano e potrebbero brandire una pistola e imporre alla vittima di togliere l’arnese.
Smettetela e accendete la televisione per rendervi conto che in Italia la donna è un giocattolo e che questa immagine rimbalza nelle tv di quei Paesi che vomitano fior fior di criminali, collaborando con mafia, ndrangheda e camorra e si aspettano di trovare solo donne prostitute, di facili costumi, tutte rifatte, vogliose e veline.
Se questa è una donna…
Walai

Posted: January 18th, 2010 under articoli.

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