Ladyradio in pausa Natale…consigli utili e tanti auguri!

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Ladyradio prende una pausa-vacanza e tornerà nel mese di Gennaio.

Vi auguriamo uno splendido Natale e nel frattempo proviamo anche a darvi una mano per chi si fosse ridotto all’ultimo minuto per fare i famosi regalini natalizi.

REGALI CONSIGLIATI ( presi dalla rivista Fasiòn Magazine 2000):

FlowerBomb- profumo di guerra

Cosa regalare alle amiche fasciòn che tanto aspirano ad entrare nell’esercito per picchiare qualche musulmano deviato? Provate questo splendido profumo, lo troverete solo nelle migliori profumerie!La sua forma è proprio quella di una bomba a mano. Delizioso.

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Palline di Anti- Natale ariano

Per Lui , uno splendido set di palline ariane, di pura razza tedesca, made in China! Per decorare le fantastiche sedi di Casapound insieme a tutti i loro bambini! Incluso nel pacchetto anche un kit per bruciare le croci, ricordando i bei tempi in cui Hitler odiava il Natale perchè Cristo era ebreo.

Nazi Christmas ornaments———————–

Grembiule Natalizio + costume da casalinga anni ’50!

Per la vostra compagna, mamma, amica, sposa, fidanzata, ecco un bel grembiule natalizio da indossare solo per bellezza mentre tutti cenano.

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Reggiseno per uomo

Regala anche tu al tuo uomo un fantastico reggiseno maschile, direttamente dal Giappone!

mensbra-299x300———————

Sgabello Bilancia!

Per tutte le ragazze che desiderano non esagerare con cenoni e abbuffate natalizie, quest’anno potrete renderle davvero felici! Con questo fantastico sgabello le vostre amate donnine potranno misurare in maniera compulsiva-ossessiva il loro peso ed essere pronte a fare mille flessioni se metteranno su qualche chiletto!

sgabello————

E per i vostri amici omosessuali…

Il fantastico libro del Dr. Joseph Nicolosi, per riportare tutti sulla retta via!

Preventing Homosexuality

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO DA LADYRADIO!!

( Attenzione questo Post contiene un elevato tasso di ironia, tutti gli oggetti proposti esistono ahimè davvero in commercio!)

Walai

Edited: December 23rd, 2009

“Fasciste (e Fascisti) su Marte” ovvero … l’evoluzione della donna (e dell’uomo) fascista del Terzo Millennio

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di Gianmarco Pisa

La presenza intorno a noi dei c.d. “fascisti e fasciste del terzo millennio” ci pone un interrogativo: davanti al ri-emergere di ideologie e pratiche, aberranti e violente, che credevamo relegate nella pattumiera della storia, sono “loro” che “non sanno quello che fanno” e si lasciano affabulare, o piuttosto siamo “noi” che non abbiamo capito fino in fondo e non ci siamo interrogati (ed attrezzati) a sufficienza? Il problema è, per tutti, uomini e donne, quello dei “riferimenti culturali”: vale a dire l’efficacia suggestiva di un (supposto tale) “pensiero forte” capace di offrire risposte politiche a domande altrimenti inevase, nonché di garantire un ancoraggio rassicurante, per quanto a pseudo-valori e dis-valori, nonché a mistificazioni e fumisterie. Qui non contano il rigore, la coerenza e la capacità di futuro dell’ideologia cui ci si aggrappa, conta solo il fatto che sembra offrire certezze in un mondo che ne è privo, sia in termini di orizzonti di riferimento, sia quanto a panorami di valori. Attonita al seguito del “pensiero debole”, la sinistra ha lasciato ad altri il vessillo della “grande narrazione”: chi se ne è impadronito, è giunto a farla da padrone. Chiaramente, c’è anche altro: non poco contano l’estrazione sociale e la provenienza familiare. Provenire da un ambiente degradato ed abbandonato, marginale o periferico, vivere la realtà delle periferie-ghetto e la lotta quotidiana per la sopravvivenza, de-costruita e ri-costruita ideologicamente nella forma della guerra dei “penultimi contro gli ultimi”, alimenta una certa mitologia post-borgatara da “sotto-proletariato nero”. Basterebbe rileggere il buon vecchio – sempre attuale – P.P. Pasolini per darsene ragione. Come pure può essere rilevante, sebbene di per sé non sufficiente, avere in famiglia, tra padri e madri, vale a dire tra i propri riferimenti personali diretti, qualche (ex) picchiatore o qualche (ex) bombarolo. Anche in questo caso, cronache e biografie attualissime possono suffragare l’ipotesi. La questione si pone dunque nei termini della soggettività: nel senso della specificazione e del contenuto “di genere”. Abbiamo parlato (www.inventati.org/radiolina/?p=5641) di “fasciste (e fascisti) del terzo millennio”. Cosa può giustificare l’adesione femminile (e giovanile) all’ideologia fascista, per quanto “del terzo millennio” essa si spacci? Intanto, una certa risonanza con vibrazioni psicologiche profonde: vale a dire la capacità mobilitante del sentirsi “protagonista”, “portata al centro dell’attenzione”, “nume tutelare” del maschio (di una comunità di maschi, all’interno di una riflessione ed una pratica politica tutte declinate “al maschile”). E’ un qualcosa che è tornato alla luce in recenti interviste a mezzo stampa, Donna_emoda8cui pure si è dato spazio nella conversazione radiofonica (http://ladyradiolina.blogs.teknusi.org) e che rimanda comunque al tema vero: quello della specificazione, dell’auto-determinazione e, in definitiva, dell’autonomia. Non esiste alcun inveramento femminile possibile se si continua a pretendere o desiderare la soggettività femminile in funzione di quella maschile, di volta in volta “musa ispiratrice”, “donna angelicata” o “nume del focolare”: così non funziona. Nella dialettica dei generi, l’uno si misura e si definisce in ragione dei tempi e degli spazi che è in grado di guadagnare e ri-specificare in contrapposizione all’altro: specie in una società segnata dal dominio maschile, patriarcale e capitalistico (conformazioni certo non-neutre dal punto di vista del genere e del rapporto di dominanza). Combattere il “fascismo del terzo millennio” significa dunque combattere la configurazione della società odierna così come essa si svolge intorno a noi: per dirla con E. Wiesel, opponendosi alla società di oggi, alle sue brutture e storture, ai suoi rapporti di potere e di dominio, continueremo a parlare a favore delle vittime, di ieri e di oggi (http://angolodimara.com/index.php?option=com_content&view=article&id=89%3Aelie-wiesel-la-danza-della-memoria &Itemid=57). Combatterla, peraltro, su ambedue i piani: quello delle strutture profonde del potere, così come questo si costituisce, nel pendolo tra accumulazione ed oppressione, sfruttamento ed alienazione, e quello delle connotazioni morali, sovente patetiche. Venuti meno, nella società politica odierna, l’adesione all’ “arco costituzionale” ed il riferimento stesso alla costituzione repubblicana, democratica ed antifascista, restano le collusioni e le connivenze che si alimentano nel brodo torbido di quel “fascismo perenne” che tante pagine ha segnato della storia patria (tra mitologia imperiale e cattolicesimo conservatore, moralismo piccolo-borghese e idealismo improduttivo) e si riproducono lungo i vettori di una pratica culturale museale e passatista, vetusta e lugubre, il cui conformismo nutre finte mitologie ed attive adesioni, menzogne e chimere. Perché allora, in questi fascisti e fasciste “del terzo millennio”, il riferimento a un Dio che non c’è e che, anziché ispirare la (loro) pratica dell’affabulazione e della menzogna, aveva insegnato che “il tuo parlare sia esercizio di verità e il tuo dire sia sì, sì, e no, no”? Perché ripudiare le facili etichette giornalistiche e predicare altrettanto facili (quando non facilone) fumisterie, come la retorica dell’“estremo centro alto”, cui vorrebbero ascriversi, e la pseudo-narrazione fiumana, nietzschiana e dannunziana? Come spacciare per vera quella eco del passato, quando nei loro stessi riferimenti (peraltro spuri ed abusivi), il passato, retorico e museale, viene bocciato e condannato, come in Nietzsche ed in Pound? Basta con l’affabulare quindicenni sprovveduti, dunque. E’ ora di ristabilire la verità e condannare la menzogna, questa menzogna, produttrice di alibi falsi, allusioni grottesche, e lugubri, aberranti, pratiche sociali.

L´Unione donne italiane di Parma. - Parma : Tip. Artigiana B. Schizzati, [1946]

Edited: December 21st, 2009

Sabato 19 Dicembre ore 18:40: “Fasciste su Marte” ovvero..l’evoluzione della donna fascista del Terzo Millennio

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Dopo gli scontri tra Casapound e centri sociali, sono apparsi diversi articoli su diverse testate riguardanti questi nuovi fascisti del terzo Millennio: ragazzini ma anche adulti rasati, cicciottelli, virili e poco ariani, appaiono in video, foto e con frasi spesso sgrammaticate inneggiano a diritti civili,  distruzione dell’omofobia e parità tra i sessi.

Ma allora cos’hanno di fascista?

Ladyradio si focalizzerà sulle ragazze che abbracciano volentieri le ideologie di questa nuova filosofia politica, salutando “alla romana” e descrivendo Mussolini come un uomo generoso e forte.

Spiegheremo chi sono queste ragazze, come mai non sanno cosa sia realmente il fascismo, tornando anche indietro nel tempo e paragonando le donne del primo fascismo alle nuove leve del 2000.

Un piccolo omaggio per concludere in bellezza questo 2009 atroce.

sempre su www.radiolina.inf link nella homepage del Blog a destra.

Edited: December 19th, 2009

La riscossa delle donne alla Whitney Biennial

Kate Gilmore

Proprio nell’anno delle celebrazioni per i 20 anni dalla caduta del muro di Berlino, un’altra barriera sociale sembra essere crollata nel mondo dell’arte contemporanea. Scrutando attentamente la lista dei 55 artisti partecipanti alla 2010 Whitney Biennial è facile notare che il 52% è rappresentato da esponenti del sesso femminile.

Photo Copyright: Kate Gilmore

continua su : GLOB ART MAGAZINE

Edited: December 17th, 2009

Addio mia concubina ( se il bollino non c’è).

A Dongguan, nel cuore industriale del Paese 300mila prostitute
controllate e certificate. Bar, saune, centri di massaggi e discoteche


Ogni tanto una retata ricorda che vendere sesso è un reato
Ma nei fatti, le autorità non fanno nulla per frenare il commercio
dal nostro corrispondente GIAMPAOLO VISETTI

Cina, la città delle concubine con il bollino di qualitàVeduta di Dongguan

PECHINO – In Cina, ogni giorno, sembra cambiare tutto. La memoria muore con la notte. Solo su un punto la tradizione non transige: il sesso. Si nasconde qui l’unico fallimento del potere. Nel 1949 Mao chiuse i bordelli e dichiarò reato la prostituzione. Risultato: sessant’anni dopo prospera in Cina la città del sesso più grande del mondo. Si chiama Dongguan e giace tra i canali, nel delta del fiume delle Perle, nella regione meridionale del Guangdong.

L’ultimo rifugio delle concubine è stato collocato sull’acqua dopo un’indagine di mercato, piuttosto che per una romantica nostalgia. Dongguan è a metà strada tra Shenzen e Guangzhou, megalopoli industriali del cuore produttivo del pianeta. Milioni di lavoratori migranti, centinaia di manager, migliaia di clienti in viaggio, tutti con il requisito-base: una vita lontano da casa e qualche soldo fuori controllo in tasca. In trent’anni, grazie all’esplosione globale dell’economia cinese, la città delle ultime concubine ha trasformato, a sua volta, un mestiere artigianale in un’industria. Si può leggere, in questo passaggio, la sconvolgente metamorfosi cinese. Le prostitute sono oltre 300mila e il settore impiega stabilmente 800mila addetti.

Dopo un’iniziale, timida, opposizione, la municipalità si è sviluppata su misura. Ogni giorno, perché l’attività inizia già al mattino, aprono 25 mila locali: saune, centri-massaggio, bar, karaoke, bagni e discoteche. Sono sorti anche 120 alberghi di lusso, per uomini particolarmente generosi che amano le ragazze d’alto bordo. Nessuno, ufficialmente, è un bordello. E infatti le ragazze, come impone il destino di ogni concubina, adempiono innanzitutto ad un servizio di “sostegno umano”: chiacchierano, consolano, brindano e mangiano con chi ne ha bisogno, addormentano, consigliano. Soprattutto ridono, considerata la difficoltà e l’importanza della pratica, nella quotidianità.


Solo dopo tale opera sedativa, con orientale finezza e cinese determinazione, si passa all’amore. Qui termina l’esotismo imperiale e inizia la catena di montaggio statale. Ogni locale offre una quarantina di ragazze, distinte per qualità. Ogni aspirante viene sottoposta ad un regolare corso settimanale di addestramento professionale. “Sufficiente – ha confessato una novizia – per farti spellare non solo le ginocchia”. I servizi offerti sono 30 e vanno concordati prima. Le concubine più raffinate seguono anche corsi di recitazione: devono sapere cantare e suonare, fare lo spogliarello, ballare, travestirsi, fingere su tutto. Due ore standard, con “doppio amplesso su letto ad acqua”, costano tra i 15 e gli 80 euro. Base di partenza.

La genialità cinese, innescata dalla proverbiale parsimonia popolare, è arrivata a certificare l’indice “Iso” anche per garantire la qualità del prodotto di Dongguan. Trecento ispettori esaminano ogni mese locali e concubine: valutano lusso, ampiezza, pulizia, salute, attrezzatura, età, caratteristiche, riservatezza e così via fino al titolo di studio delle signore, all’opportunità di girare video personali e alla probabilità dei clienti di restare vittime di una retata della polizia. I centri più eleganti, tra i servizi, offrono anche la tecnologia. Concubine hi-tech aiutano i clienti, provenienti ormai da tutta l’Asia, a navigare in internet. Realizzano e stampano, su carta di riso rossa, ricerche da Google. Una società, per venti euro all’anno, invia agli abbonati sms quotidiani con le novità, le disponibilità di giornata, le offerte. A fornire i nominativi degli interessati potenziali, le concessionarie d’auto della regione. In due mesi hanno sottoscritto in 7 mila. L’organizzazione è all’altezza dei risultati. Si calcola che il 10% dei lavoratori di Dongguan frequentino ormai abitualmente le prostitute, per un giro d’affari di 70 milioni di euro a settimana. “Chiudere – ha osservato il segretario comunale del Partito comunista, Liu Zhigeng – significherebbe bruciare il 30% del Pil e produrre quasi un milione di disoccupati. Ma possiamo dire che sarebbe a rischio la nostra intera economia. E questo, si capisce, è il problema”.

Link segnalato da dawenxin (LinaVox)

Edited: December 17th, 2009

Grandmas do it better! Sesso anziano e miti da sfatare

Twiggy, il trucco c’è e si nota troppo

Creme e prodotti di bellezza possono aiutare a sembrare più giovani, ma alla magia è difficile credere. Così, dopo 700 segnalazioni di aziende concorrenti, l’autorità inglese garante della pubblicità ha vietato la campagna in cui Twiggy è testimonial per la crema antirughe Olay. L’ex modella promuove un prodotto per il contorno occhi che promette di distendere le rughe, illuminare lo sguardo e coprire le occhiaie regalando una nuova giovinezza. Ma se Twiggy, a 60 anni compiuti a settembre, appare così giovane, più che alla crema, si deve a un abile fotoritocco, che elimina i segni degli anni dal suo volto. Immediata la condanna per la pubblicità ingannevole che ingenera false aspettative. La Procter & Gamble, proprietaria del marchio, si è difesa dicendo che le foto che i concorrenti hanno usato per contestare la pubblicità sono frutto di scatti casuali dei paparazzi e che ovviamente Twiggy truccata e pettinata per un servizio fotografico ha un aspetto migliore. Ma le foto scattate in occasioni ufficiali, durante le quali Twiggy si presta agli obbiettivi dei fotografi, offrono immagini ben diverse da quella della pubblicità

[16 dicembre 2009]
Repubblica.it

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Perchè la nonna non puo’ fare sesso?

Perchè non ci lasciano invecchiare in santa pace?
Perchè chiedere la Luna costa e anche tantissimo.
L’ideale dell’immortalità colpisce soprattutto gli uomini ma non è di questo che tratteremo.
Le donne desiderano essere giovani e frizzanti non per poter vivere per sempre (Dio ce ne scampi!) ma solo ed esclusivamente per perseguire l’ideale di donna ancora fertile e pronta per il sesso.
Gli anziani non sono bozzi da Cocoon, hanno istinti sessuali e desiderio di innamorarsi ancora e ancora e ancora.
L’idea che una persona anziana sia una sorta di infante sdentato e acciaccato, è ormai scolpita nell’immaginario collettivo.
Essere sessantenni significa: pensione, malattie, demenza senile, imbarazzanti perdite di urina e via discorrendo.
La sola idea che i nostri nonni desiderino la carne del proprio partner disgusta ai più.
Mentre gli uomini sono considerati da tutti come macchine del sesso e uniti dal proprio pene finchè morte non vi separi, le donne anche se emancipate e avanti coi tempi, arrivate alla fatidica terza età, devono dire addio ai propri impulsi.
La menopausa viene vissuta da media in generale come una tempesta di follia: pannolini, pillole antidepressione, pillole contro l’osteoporosi, pillole per rafforzare le difese immunitarie, assorbenti iperspeciali ecc. ecc.
Le donne sono utili solo quando partoriscono, se non compiono l’atto per cui sono messe al Mondo, immediatamente scatta una gigantesca barriera di pregiudizio.
Le donne anziane devono chiudere i battenti perchè non possono più avere figli ergo..addio orgasmo!
Viene automatico pensare che la vagina sia una caverna oscura fatta di ovuli e futuri pargoletti e quando la valle dell’Eden si prosciuga, ecco chiudersi immediatamente ogni istinto primordiale.
Gli uomini desiderano essere immortali perchè sono abituati all’idea di dover essere sempre virili e pronti “all’uso”, ma anche questo mito si sta dissolvendo lentamente.
Anche gli uomini ormai sono diventati oggetto di culto e perfezione quasi ariana: muscoli, fisico tonico, pene sempre eretto e in forma, capelli mai brizzolati se non accompagnati da una mascella virile e da qualche accenno di rughetta simpatica.
Via i pelati e andiamoci dentro con bisturi, capelli impiantati e faccette di porcellana al posto di dentiere in plastica e protesi dentarie in generale.
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha saputo cogliere perfettamente la moda dei nuovi immortali, unendo al tutto una forte virilità machista ed un disprezzo verso l’anzianità femminile, preferendo a donne della sua età, figure e modelli femminili giovani, magre e ubbidienti.
Le pubblicità della linea “Tena Ladies”, utilizza attrici canute dai denti splendenti e dal fisico asciutto e atletico che, con grande gaudio, saltellano allegramente col proprio partner sempre canuto, dai denti ipersplendenti e dal fisico ancora aitante.
Sorridono nel loro giardino alto-borghese, entusiaste di non “pisciarsi sotto”.
L’immagine è irritante perchè permette di rendere imbarazzante un evento naturale come l’incontinenza: usando attori attraenti e belli da vedere e focalizzarsi proprio sul disagio che la povera afflitta deve subire ahimè per quella maledetta Madre Natura!
Raggiunge quasi lo stesso sapore grottesco della pubblicità che con la frase “Mamma hai mai avuto problemi di freschezza” fece ridere mezzo Mondo e allo stesso tempo ridicolizzò il ciclo mestruale.
La condanna delle perdite mensili delle donne è di origine biblica, così come quella di non poter avere figli.
E’ sempre più facile trovare neomamme cinquantenni perchè, finalmente, ci sono cure e assistenza migliori. Donne con tre o quattro figli, continuano a partorirne altri, condannando una generazione a crescere con genitori anziani ed ideali sempre più passati.
Questo accade perchè le donne non si arrendono al loro ruolo di partorienti e forni di bebè: per poter avere una vita sessuale devono partorire e rischiare. Niente precauzioni o pochissime, nessun aborto perchè è peccato divino ma soprattutto perchè un aborto le spaventa ancora tanto data…la loro età!
L’allungamento della vita umana ha reso tutti più cretini e non si fa altro che allungare il proprio ruolo di 10 se non 20′anni! Il problema è che molti vivono la propria vita ancorati al passato, non permettendo al progresso inevitabile degli eventi mondiali di far parte della loro esistenza.
Confidiamo in un futuro meno fascista-nazista e che gli anziani riscoprano e coltivino piaceri sopiti dalla tristezza mediatica.
Walai
Articolo dedicato a “La Sguattara”
La Sguattara

Edited: December 16th, 2009

Grrr..ls! Sabato 12 Dicembre ore 18:40(scusate le interruzioni)!

riot grrrl
riot grrrl

Non me la sono sentita di non fare una trasmissione sulle famigerate Riot Grrrls.

Musiciste punk più vicine ai Clash che ai Sex Pistols.  Perchè ogni testo è dedicato al movimento neo femminista degli anni ’90, contro la guerra fredda, contro gli Stati Uniti Repubblicani.

Tutto parte dagli questo Paese ( per la precisione dalla città di Olympia). Gruppi di ragazze prendono chitarre, batteria e urlano tutta la violenza e gli abusi subiti, denunciando l’orripilante stereotipo della donna anni ’80-’90, con occhio ammiccante al punk-metal più sporco sino a raggiungere delicate note alla Smiths.

Chi erano? Per cosa combattevano? Dove sono adesso?

Obbligatorio per tutti gli appassionati del genere, doveroso per tutti gli altri.

The grrrls are back…

Sabato 12  Dicembre ore 18:40

sempre su RADIOLINA

www.radiolina.info

!!Puntata dedicata ai meravigliosi Korova Milk Bar djs!!

TRAILER DOCUMENTARIO “Don’t Need You – The Herstory of Riot Grrrl”



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N.B.

SOSTENIAMO LA MANIFESTAZIONE DI P.ZZA DEL GESU’ CHE SI TERRÀ SABATO 12 DICEMBRE PER INFO CLICCA QUI

Edited: December 11th, 2009