Quando osservavamo i ricchi

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Prima della guerra ( e anche dopo), bambini e adulti osservavano i ricchi che mangiavano il gelato al famoso cafè Gambrinus di Napoli, immaginandone il sapore e la sensazione di addentare quel freddo piacere.

Adesso abbiamo gelati fatti in serie e tutti possono bene o male permettersene uno. La magia del capitalismo no?

Il problema è che adesso i nuovi poveri italiani osservano in televisione la bella vita dello showbusiness nostrano, immaginando il sapore di una coscia ben tornita, la sensazione di due tette siliconate, il piacere di poter acquistare e guidare un’autovettura all’ultima moda.

Il popolino napoletano osserva e desidera, accetta tutto e và avanti per inerzia. I cervelli si spengono inesorabilmente perchè invece di ribellarsi  a questa condizione pietosa fa tre ma anche quattro lavori insieme, spesso chinandosi a 90° con i propri superiori, cercando anche di derubare altre persone con contratti fasulli, ricambi inutili, sensazionali pacchi aziendali: povero che ruba al povero e la merda si ricicla. Tutta.

Un gran giro di feci che segue il flusso e gira che è una bellezza.

Oltre all’ignoranza che ormai ha preso il totale possesso di molti campani, si aggiunge anche la rabbia e la presunzione di chi non sa e non vuole sapere. La persona ignorante, devota alla superficialità ed al lavoro forzato, non conosce i suoi diritti e non ha tempo di conoscerli. Alle buffonate e alla violenza della destra, meglio fare spallucce e andare avanti finchè il problema non tocchi la sua persona. L’egoismo e l’individualismo sono ormai le armi preferite del napoletano più becero e, ahimè, più comune. E lo dice una napoletana, non una leghista burina.

Le donne continuano il loro tran-tran di sottomissione e angoscia, continuano a non volere accettare che sì, le donne sono esseri umani e non animali inferiori, nati per essere accuditi e anche calpestati quando all’uomo gli girano. E continuano a credere che tutto questo bombardamento sessuale sia normale e forse dovuto ad un Paese latino come il nostro.

Gli uomini sono ancora convinti di dover portare il pane in tavola, fieri della loro mascolina virilità che piano piano li sta consegnando alla fossa.

Meglio chiudere gli occhi, meglio non sapere mai cosa sta succedendo nel Mondo ma, soprattuto, l’importante è seguire sempre il più forte, senza mai dover fare nulla per il proprio Paese.

Non capiscono i napoletani di possedere tanta, tanta energia e che il successo ed un giusto premio per tutti questi sforzi son a loro DOVUTI.

Se solo la Campania la smettesse di osservare e cominciasse ad agire, dando voce a quello spirito ormai sopìto dell’amicizia e del calore a tutti i costi.

Dedicato a Giorgio Napolitano e che la smetta di ragionare da ignaro gentiluomo politico

Posted: March 12th, 2010 under articoli - No Comments.

Lady in black: Motown! Sabato 13 Marzo ore 18:40

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E se va la siete persa..ascoltate qui

Affondiamo nel vellutato e sensuale stile “Motown”, scavando anche nella vita delle Dive che hanno reso questo genere-etichetta un simbolo non solo di lotta ma anche di stile.

Sabato 13 Marzo ore 18:40 preparatevi ad un’ora di canzoni che hanno fatto la storia della musica ed aprite i vostri occhi verso una fetta di storia americana che ricorda molto il nonsense che stiamo vivendo qui in Italia.

Buon ascolto.

Sempre su Radiolina

E se va la siete persa..ascoltate qui

Posted: March 9th, 2010 under trasmissioni - No Comments.

La creatività è donna

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Vorrei dedicare questo post ad una misteriosa artigiana: Bianca Bi.

Oltre a creare gioielli estremamente particolari  aiuta anche Haiti! Cosa desiderare di più?

Nella sua boutique virtuale troverete anche oggetti ( per lo più scarpe) vintage, da riscoprire e riutilizzare.

Un anima decò tra tante artiste-artigiane italiane che spesso  propongono gioiellini a forma di tortine, animaletti e altri oggetti carini ma forse un po’ troppo infantili.

Un’idea diversa finalmente, da conservare gelosamente. E non è neanche tanto cara, con 15 euro potrete ricevere una collanina o un altro gioiello fatti completamente a mano ed unici in tutto e per tutto.

Brava!

Link di Bianca Bi:

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N.B. l’acquisto potrà essere effettuato solo mandando una richiesta via email all’autrice dei gioielli.

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Posted: March 9th, 2010 under articoli - No Comments.

Tra uno strip e una bufala

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A Napoli l’8 Marzo non si festeggia. Mai.

Non si festeggia una causa, un pensiero, nessuna donna qui compra le mimose.

L’8 Marzo è come San Valentino, quindi non esiste.

Le donne ( non tutte ovviamente…) festeggiano la Festa della Fica. Che è un’altra cosa.

La Festa della Fica è una gran carnevalata kitch, tutte lo sanno e quelle snob come me evitano di uscire.

Come in un film horror di serie B le strade si affollano di zombie-donna, intente a fare incetta di cervelli umani: i propri.

Le pizzerie dell’interland campano si danno da fare da Gennaio per preparare una Festa della Fica come si deve: ingaggiano stripmen, organizzano un bel menu fisso e tanto piano bar.

Le donne invece si preparano da settimane, organizzando anche bus interi ( e non scherzo) per trasferte in pizzerie, ristoranti o in club dal gusto pacchiano.

L’età oscialla dai 30 in su. Le ragazze più giovani invece eseguono lo stesso rituale di ogni sabato sera, esasperando fino all’estremo il loro carattere esuberante e colorato.

Sembra quasi una parata di transessuali: vestiti succinti su corpi anche sfatti, trucco pesantissimo, glitteratissimo, luccicosissimo, scarpe con tacco 30 cm con eventuale camminata dondolante.

Parlano tutte ad altissima voce, urlano, ridacchiano prendedosi beffa e gioco di qualunque uomo le passi davanti. Se per caso uno di voi dovesse scendere a prendere un pacchetto di sigarette al distributore o a portare giù il cane che si protegga, che controlli le strade per bene o sarete derisi e/o molestati!

Già da ora di pranzo comincia il trambusto: maestre, colleghe di lavoro, tutte si riuniscono per mangiare la famosa pizza margherita dell’amicizia, alcune si ritrovano solo per staccare per un giorno all’annodalla routine casa-lavoro, altre invece lo fanno come start per il party serale.

Le donne che partecipano a striptease e seratine a tema vivono spesso una vita abbastanza monotona oppure rientrano nel cliquè della casalinga disperata alla napoletana: figli partoriti troppo presto e spesso senza cognizione di causa, matrimonio riparatore o frettoloso, vita sociale men che zero.

Per quella sera il loro marito/fidanzato le lascia libere, le donne si prendono una rivincita e devono fare ciò che desiderano.

La Festa della Fica è tollerata anche dal più truzzo e maschilista del Mondo, perchè è una delle convenzioni sociali tamarre per eccellenza; recitano anche la parte del marito abbandonato.

Una cena congelata preparata dalla mattina con cura e devozione, la casa pulita come uno specchio prima di uscire, bimbi a nanna dai nonni e via…verso l’avventura!

Non so se vi è mai capitato di assistere ad una di queste feste, a me sì.

Purtroppo ebbi la triste idea di scendere per mangiare una pizza con un amico, avevo un desiderio folle di pizza  ed a questo richiamo non si dice mai di no.

Entrammo in un ristorante del mio paesino e ci aprì un cameriere emaciato, provato, dallo sguardo perso e disperato.

Ci fece accomodare perchè l’attesa era lunga.

Sentivamo schiamazzi e urla provenire dalla sala principale. La mia curiosità mi spinse a dare un’occhiata.

Non l’avessi mai fatto…

Tante forse troppe donne accalcate ed accalorate, urlavano e gridavano come ossesse, cantando l’ultima hit neomelodica. Una ragazza al pianobar tentava di far seguire il ritmo delle canzoni alla folla impazzita, senza riuscirci.

Una ragazza pienotta e dai capelli nero corvino mi si avvicinò minacciosa, con un bicchiere di vino in mano, la sua faccia era panozza e truccatissima. ” Tras arint!! Traaas!!” mi disse urlando. Imbarazzata provai a scappare ma la ragazza non mollava la presa, mi strinse il braccio in una morsa di follia e ubriachezza, mi strattonò e mi passò un microfono.

” Ma..non la conosco..non conosco questa canzone” mi sentivo come un pinguino in pieno deserto del Gobi.

Le altre donne si alzarono, cominciarono a ballare, battere le mani, molestando come potevano i camerieri, incitavano la ragazzona a cantare e a spingermi nella folla.

Riusciì ad aprofittare di un loro momento di distrazione per scappare. Il mio amico nel frattempo era riuscito a trovare un tavolo libero ma non ero più la stessa ragazza che aveva lasciato qualche minuto prima.

E mentre mangiavo la mia pizza bollente riusciì solo a pensare ” Chill và pazz ppè tè..te pens semp”.

Buon 8 Marzo..alle poche che lo festeggiano, alle poche che ancora sanno cos’è l’UDI.

Posted: March 8th, 2010 under articoli - 3 Comments.

Aspettando l’8 Marzo. @ c.s.o.a. Officina 99 sabato 6 Marzo ore 21:30

La regista Anna Redi e Marie Therese Sitzia hanno dato vita ad uno spettacolo che è tuttora un esperimento, un work in progress in cerca della sua forma definitiva.
redi-1Si osservano nuove forme del corpo in movimento nello spazio, una continua ricerca rivolta verso il proprio interiore; un tentativo di comunicazione per il quale non è facile trovare una chiave di lettura.
Il tema di fondo è “la vita di scarto” (ispirato dalla lettura del saggio di Baumann), il rifiuto umano inteso non solo con gli stereotipi del matto o dell’emarginato, ma come esubero, nuovo concetto che le regole spietate del capitalismo avanzato hanno creato: tutti noi prima o poi siamo esuberi di un’azienda o di una comunità che può accettarci o meno.
Come sottolinea la regista Anna Redi, nell’incontro post spettacolo, il rifiuto è anche il cosiddetto vivere di superficie che caratterizza il mondo contemporaneo.
Nuha rappresenta un ideale proseguimento di Matres matutae e di Scenata, sempre di Anna Redi, sull’opposizione tra la sacralità della madre terra e la terra campana più inquinata d’Italia.

Sul palco Anna Redi e Maria Therese Sitzia stridono e come gabbiani contro vento, trovano una dimensione anarchica e perciò affascinante, lasciando il pubblico attento e incuriosito, ma libero di interpretare la perfomance facendo appello non alla ragione quanto alle emozioni che Anna e Maria regalano.
La follia e il coraggio di ‘espropriare’ la propria individualità da ciò che ci rinchiude in uno spazio delimitato da formalismi spesso ipocriti, del singolo come condizione speciale e non marginale.
Celesta Bufano Vocal Vibrations

rap live-set by Alea e dj vinch

dj set e vj set by R2crew

dj set OVERDUB

Collettivo Sora Rossa – pma@autistici.org
@ c.s.o.a.Officina 99

NON MANCARE!

Posted: March 3rd, 2010 under articoli - No Comments.

Iraq Vs Pandora

9f3703e54ehmatch.pnga sinistra il regista James Cameron sul set di Avatar, a destra Kathryn Bigelow sul set di The Hurth Locker

Era ora!

Finalmente la Bigelow riceve la tanto agognata statuetta d’oro e non solo!! Un Oscar per il suo talento ci voleva proprio ma il giubilo nasce dalla sua premiazione ( e non è cosa da poco) al Directors Guild of America , il sindacato  dei registi cinematografici e televisivi statunitensi. La prima donna in assoluto a ricevere tale onoreficenza. Eh!!

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In lizza con il film The Hurt Locker, Kathryn Bigelow si è portata a casa il premio come miglior film, battendo di soli 2 ponti il megakolossal Avatar ( diretto dal suo ex marito James Cameron).

La  sua fama  nasce grazie a  splendidi film come Point break (1991) e Strange days (1995)  che si distaccano dal luogo comune del film ” al femminile”: nessuna storia romantica, nessun melodramma ma solo tanta sensibilità unita sempre a tematiche dure, forti e coraggiose.

Dirige benissimo i suoi attori  curando al contempo, in maniera anche maniacale, sceneggiatura e fotografia.


Ma parliamo del film vincitore The Hurt Locker.

Girato in Giordania, il film si focalizza sulla storia di un gruppo di artificieri dell’esercito statunitense in missione in Iraq. La storia è basata sull’osservazione diretta di un reporter di guerra , Mark Boal ( co-sceneggiatore ed attuale compagno della regista). La Bigelow  ha ammesso di aver utilizzato intenzionalmente attori sconosciuti ” per aumentare la suspense di non sapere chi sopravviverà”.
Un altro film duro, dunque, per la nostra regista che non si fa scrupolo di raccontare storie anche scomode e difficili da digerire.
I bacchettoni di Hollywood questa volta hanno visto giusto, dando priorità finalmente non solo a una donna, non priva di talento e capacità, ma anche e soprattutto ad un film che non si nasconde dietro un seppur ottimo effetto speciale.
Il realismo spinto all’estremo, coordinato di storia vera e vissuta in prima persona, abbatte completamente gli uomini blu e afromarziani di Avatar : mentre quest’ultimo spiega in maniera spettacolare e più digeribile lo scempio del militarismo sfrenato americano, The Hurt Locker ci dà un assaggio senza zucchero di questa amara medicina.
Bravo anche Cameron ma, non avermene James, io esulto per Kathryn!
Walai

Trailer ufficiale del film The Hurth Locker

Posted: March 3rd, 2010 under articoli - No Comments.

Papà Iphone

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Tra le tante applicazioni del supertelefono della casa Apple, il noto iPhone, troviamo anche dei simpatici programmini che potranno aiutare le donne a scoprire quando ovuleranno.

Potrete scaricare ed installare gratuitamente questa applicazione Period Tracker Lite ( ING) riuscendo finalmente a scoprire quando avrete approssimativamente il vostro periodo di ovulazione e se lanciarsi nella fecondazione o, in caso contrario, rintanarsi in casa per almeno 2-3 giorni.

Tra quelli a pagamento troviamo eNatal (ING): questo programma è un po’ più accurato e preciso.

Per gli uomini invece abbiamo il Menstrometer: in questo modo potrete sapere quando le vostre donne avranno il loro periodo ed anticiparvi per evitare nervosismi da ormone impazzito.

Questi programmi sono apparsi già anni fa, prima dell’era iPhone e similari: bastava acquistare o scaricare ed installare gratuitamente uno dei tanti programmini da ginecologo da strapazzo per calcolare con precisione il nostro ciclo mestruale.

Può essere utile per tenere sotto controllo i nostri periodi e capire se abbiamo dei ritardi o meno.

Non è assolutamente utile come contraccettivo o metodo di concepimento.

C’è sempre bisogno dell’assistenza medico-ginecologica,  meglio fare analisi accurate e precise unite a visite periodiche ( che fanno sempre e assolutamente bene).Inoltre questi programmini utilizzano metafore visive abbastanza tristi: petali di fiori che si aprono all’arrivo dell’ovulazione, smiles rosa pastello, cuoricini, stelline. Il corpo femminile non è una macchina, il nostro sistema riproduttivo non è assolutamente semplice ! Per quanto le loro policy affermano che questi metodi non sono assolutamente sicuri al 100%, rendono comunque blando e superficiale il rapporto sottile e profondo che c’è tra la donna ed il suo corpo, riducendo tutto ad iconine un po’ sceme.

Attenzione: questi programmi non sono il “parto” di menti illuminate! Nessun medico ha mai prescritto l’utilizzo di tali aggeggini, nessun dottore ha creato tutto questo.

Ma se volete sperimentare e, magari, tenere sotto controllo il vostro ciclo mestruale..beh…usate i link sopracitati e buona ovulazione a tutte!

Walai

Posted: March 2nd, 2010 under articoli - No Comments.

The way we were: quando le donne italiane erano immigrate.Sabato 27 febbraio ore 18:40 su Radiolina

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Te la sei persa? No problem! Ascolta la trasmissione

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In onore del grande sciopero degli immigrati che si terrà il giorno 1 Marzo in tutta Italia, Ladyradio dedica una trasmissione alle donne italiane che emigravano in altri Paesi in cerca della sopravvivenza.

Quando noi eravamo immigrati e subivamo il razzismo dei Paesi “occupati”.

Sabato 27 Febbraio ore 18:40 sintonizzatevi su Radiolina.

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Te la sei persa? No problem! Ascolta la trasmissione

Posted: February 26th, 2010 under trasmissioni - 2 Comments.

Io non guardo il grande fratello

Perchè non è esagerato boicottare la visione del Grande Fratello?

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Perchè è stupido.

Perchè è costruito a tavolino.

Perchè incita al giudizio.

Perchè dà forza e lustro all’ignoranza, rendendola buffa, divertente e comica.

Perchè è un mix disgustoso di tutto ciò che in Italia si sta riversando negli ultimi anni.

Perchè è un brodo di tutto ciò che non ha volare, importanza.

Non è assolutamente da “bacchettoni” o inutile puntare il dito contro a questo fenomeno che prende piede anche verso gli insospettabili. Soprattutto verso quei programmi che si prendono beffa del programma, incitando al contempo la visione a spazzatura simile ( parlo proprio di Mai dire Grande Fratello).

Persone ritenute ai più intelligenti, si sintonizzano entusiasti per spiare un gruppo di persone che recitano la parte dell’italiano medio ampliato all’ennesima potenza.

Ed entrano nella grande casa anche il transessuale donna e l’omosessuale perchè, in questo modo, possono attirare la curiosità morbosa di chi non conosce questi due Mondi o di chi invece li conosce fin troppo bene.

Anche qui questi personaggi diventano grotteschi, maschere piene di luci, colori e pallettes.

Massì…e guardiamocelo pure il Grande Fratello..è solo un innocuo piacere nascosto. E’ come fissare un corpo insanguinato al tg della sera, spiare dalle mani che ci coprono la faccia i cadaveri dei  bambini trucidati o i corpi dilaniati di persone sparate, annegate, schiacciate. E’ proprio come fissare un particolare che ci disgusta: ci dovrebbe allontanare. Invece ci attrae. Come una lucciola è attratta dalla luce.

Perchè in questo modo ci sentiamo sicuri nelle nostre case, siamo felici di non essere come loro.

Si osserva il cretino e ci si compiace di non essere così.

La morbosità verso i cadaveri, la cronaca, i disastri e la morte, porta inevitabilmente al messaggio subliminale della paura.

Senza rendervene conto incubate tante paure, fobìe ed una voglia di sicurezza portata all’eccesso.

Idem per il Grande Fratello.

Nasce sempre più la voglia di giudicare ciò che non si è e non si vuole diventare mai. Sale il nervosismo e il desiderio di ridere degli altri perchè ridicoli, inutili, assurdi, ignoranti.

La derisione si mescola all’intolleranza.

Ed ecco che con grande gaudio e tripudio di popò, Panorama sforna un bell’articoletto:

Ma tra i reclusi superstiti, il salumiere trevigiano è invece, molto odiato. Tutti gli sono contro.

E lui, lungi dall’essere contento dell’affetto dei fan che puntualmente lo salvano dall’uscita, addirittura afferma – dopo aver superato l’ennesima nomination – “che palle, ancora due settimane qui dentro”. Che abbia un fondamento di verità l’odio degli inquilini della casa nei suoi confronti?

Non solo: le telecamere lo hanno mostrato mentre fumava tranquillamente fuori dalla casa, cattivo esempio seguito da Cristina che aveva la sigaretta accesa in salotto. Ma che tipi di messaggi sta lanciando il GF quest’anno? Non bastavano le risse, le relazioni omosessuali, i trans, le lesbiche, le parolacce e le bestemmie, adesso va a farsi benedire anche il salutare no smoking.

A proposito: avete notato come sia sparito Gabriele, il trans uscito dopo poche settimane? Nessuno ne parla più.

E nessuno parla dell’amore tra Alberto e Mara. Neppure una parola, ieri sera, da parte di Alessia Marcuzzi, tutta concentrata sulla farfallina Carmela e sul principe George. Adesso i due non hanno più nulla da dire a microfoni aperti. Lasciamoli vivere e poi giudicheremo.

Prendiamocela con chi fuma, bestemmia, con chi dice sconcezze in tv. Indignamoci alla visione di omosessuali e transessuali.

In un Paese dichiaratamente cattolico tutto ciò è intollerabile.

Peccato che la politica abbia preso questa piega e che nessun Panorama osa puntargli contro la propria morale da giornaletto cattolico.

Amen.

Walai

Posted: February 26th, 2010 under articoli - 2 Comments.

Diamoci un taglio

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La chirurgia plastica ha fatto passi talmente grandi da superare ben oltre il limite dell’immaginario.

Si sta tramutando in una sorta di perverso gioco del Dr Frankestein proponendo ogni anno nuove “cure” contro le imperfezioni soprattutto femminili.

Dopo gli impianti di menti, muscoli, sedere, rimodellamento dei piedi, delle palpebre, della faccia, dopo un attento studio sulle simmetrie perfette ecco che anche i luoghi oscuri, quelli intimi, nascosti saltano fuori in bella mostra, sotto i riflettori.

Nata per le esigenze delle pornostar ( che ormai rasentano la follia ossessiva ), la labioplastica ormai ha fatto presa anche sulle donne “comuni”, quelle di tutti i giorni in testa le casalinghe americane.

La labiolastica consiste nell’incisione e successiva eliminazione di pelle in eccesso o cadente presente sulle grandi e piccole labbra vaginali.

Si riduce l’interno o l’esterno in base al loro terribile terribile problema estetico ( troppo flosce, troppo piccole, troppo grandi, troppo rosse ecc.ecc.).

Il dott. Red Alinsod, uomo californiano dal grande spessore morale, propone ben 2 tipi di operazione: ” Rim” e “Barbie”.

Il primo metodo consiste nel lasciare solo l’interno delle labbra mentre il secondo, elimina tutto l’interno, lasciandole libere di..esprimersi (?).

Questa operazione oltre ad essere assurda e dannosa dal punto di vista chirurgico ( perchè tocca un’area delicatissima di un essere umano), è anche rischiosa per un eventuale piacere sessuale: nelle labbra vaginali si trova uno dei fulcri dell’orgasmo femminile ed eliminare pezzi di labbra, ridurrebbe anche il diritto a provare piacere, oltre a desensibilizzare gran parte della vagina.

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Ma non la pensa così il ginecologo newyorkese Robert Jason che afferma proprio il contrario. Secondo quest’uomo ed il suo mentore ( un gran luminare), la vaginoplastica o labioplastica, aiuterebbe proprio le coppie in crisi. Mogli depresse e insoddisfatte tornano a risplendere e a vivere serene e contente dopo l’operazione. Perchè non hanno più vergogna di presentare la propria vagina in condizioni così sciatte.

Adesso le loro labbra sono piccole, graziose  e belle alla vista. Sì ma di chi?

Del marito? Dell’amante? Della webcam?

La domanda che mi pongo è la seguente: perchè incidere la propria vagina solo ed esclusivamente per un uomo che ti ha sposata per quello che eri, sei e sarai? Ma soprattutto..quando sarebbe nata questa fissazione per le donne e per gli uomini di poter vedere finalmente un sorriso smagliante nei genitali?

La risposta è semplicissima. Come per l’assurdo schiarimento anale, altra magica operazioncina fatta con un acido potentissimo, nasce tutto dal porno. Come detto prima, le pornostar, soprattutto statunitensi, stanno diventando sempre più finte e plastificate. Finti gli orgasmi, il corpo, finte le luci sempre più artificiali. Il sesso diventa una cosa innaturale al 100% e tutto deve essere assolutamente simmetrico, sodo, tonico, perfetto. Tutto deve assolutamente sembrare un mondo di Barbie, un giocattolo perfetto e anormale.

Gli impianti ai seni possono raggiungere anche la coppa D, ossia quella più grande che c’è. Seni abnormi, labbra gigantesce, ani bianchissimi, piedi perfetti, corpi magrissimi ma tonici, nessuno deve sudare quindi via al botox sotto le ascelle ed inespressività totale del viso.

Le mogli sanno bene cosa vanno a guardare i loro maritini dopo la mezzanotte.

Così provano a ripiegare le proprie frustrazioni sul loro corpo che più che un tempio è diventata una casetta dei sogni delle Bratz.

E nel frattempo medici strapagati con villone in California si arrogano il diritto di deturpare corpi di donne e di instaurare in tutte loro il tarlo dell’insicurezza, costruendo giorno dopo giorno una sorta di lager mentale delle donne. Il botox rende liberi.

N.B. : se provate repulsione o se siete rimasti scioccati dall’immagine in alto significa che siete talmente saturi da immagini sessuali plastificate e finte da scandalizzarvi alla sola idea di una dimostrazione naturale e disegnata di un organo sessuale.

Posted: February 24th, 2010 under articoli - No Comments.